Gazzetta di Modena

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ospite del planetario 

Vita da astronauta Paolo Nespoli racconta le avventure spaziali

Riccardo Chiossi
Vita da astronauta Paolo Nespoli racconta le avventure spaziali

Entra nel vivo il programma per l’anniversario dell’allunaggio L’incontro nell’aula magna del Corni. Poi occhio all’equinozio

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Al planetario “Francesco Martino” di via Barozzi gli occhi sono sempre rivolti verso l’alto, osservano il cielo, scrutano le stelle ed ammirano i pianeti.

All’interno dell’edificio sorge una cupola, dentro la quale viene proiettata la volta celeste, dando agli spettatori (migliaia ogni anno) l’illusione di essere a due passi dall’etere, la parte più luminosa e pura dello spazio.

La rappresentazione che si compie in questo ambiente, sopra alle teste del pubblico astante, è meravigliosa ed appare davvero come “il cielo in una stanza”, con la possibilità di ammirare le costellazioni da una posizione privilegiata, di notte e senza che nessuna nuvola o forma d’inquinamento luminoso delle città possano offuscare lo scenario.

Il 2019 è l’anno in cui si celebra il cinquantesimo anniversario del primo allunaggio di un essere umano, avvenuto il 20 luglio 1969, quando gli americani Neil Armostrong e Buzz Aldrin atterrarono sulla superficie lunare e proprio in questa occasione, il planetario, unitamente ad altri 9 enti di promozione, hanno realizzato il progetto “Spaziale un tot! - Luna: 50 anni dopo”, in cui si alternano serate osservative, conferenze e visite istruttive per scuole e famiglie

Come riferito nei giorni scorsi saranno numerosi gli appuntamenti di un programma ch si va arricchendo di iniziative.

Si parte venerdì sera alle 21 all’Auditorium dell’Istituto F. Corni con un incontro dal titolo “La vita nello spazio” descritta da Paolo Nespoli, astronauta italiano con alcune esperienze sulla Stazione Internazionale Spaziale;

Domenica si prosegue con l’AstroCena, dalle 20 al planetario Martino, una serata durante la quale verrà fatto provare un particolare dessert, quello che mangiano gli astronauti nelle loro missioni spaziali a gravità zero.

Nella lunga lista delle attività pianificate per ricordare i primi 50 anni dall’atterraggio sulla Luna, da segnalare anche la possibilità di seguire alcune lezioni incentrate su un importante avvenimento astronomico che avrà luogo questo mese. Mercoledì 20 marzo, alle 22:58, infatti, si verificherà l’Equinozio di Primavera. Quale occasione migliore per farsi spiegare il tutto da un esperto? Ecco allora l’appuntamento con il dott. Lorenzo Cuoghi, responsabile dei corsi di astronomia generale e astrofisica del planetario: «In quel preciso momento si determina la fine astronomica dell’inverno e l’arrivo della primavera. Il termine equinozio deriva dal latino (aequus – uguale, nox – notte) e vuole significare che in questa data, come anche in occasione dell’equinozio d’autunno, il giorno e la notte hanno la stessa durata, 12 ore, gli unici casi dell’anno. Un’altra caratteristica esclusiva di queste due giornate, è rappresentata dal fatto che il sole sorge esattamente ad est e tramonta ad ovest, diversamente dalle altre stagioni. Infatti d’estate, i punti cardinali in cui il sole nasce e muore sono spostati verso sud, mentre d’inverno, al contrario, sono adiacenti al nord, intervenendo così sulla durata più o meno lunga del giorno e della notte» conclude l’astrofisico. —



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