Accordo Ateneo-Cisco: Modena è la capitale degli “hacker buoni”
La multinazionale garantirà a Unimore strumenti e attività per ricerca e formazione di figure preparate ad alto livello
Modena sempre più capitale degli “hacker buoni” che consentono di difendersi dagli attacchi informatici ormai molto diffusi e minacciosi.
L’Università di Modena e Reggio Emilia ha siglato ieri un protocollo di intesa con il gigante delle tecnologie informatiche Cisco che consentirà all’Ateneo di disporre di strumentazioni e attività di ricerca e formazione sempre più all’avanguardia nell’ambito della cybersecurity.
Si rafforzano così le competenze nella nuova frontiera della sicurezza informatica sempre più bisognosa di figure professionali: «Sentiamo il dovere come Istituzione di aumentare le competenze in un settore così strategico per lo sviluppo della società», ha sottolineato il rettore Angelo O. Andrisano, affermando che «il messaggio che deve passare è che non si deve e non si può più improvvisare, occorrono figure preparate e formate, modalità formative concrete e a passo coi tempi che Unimore è sempre più decisa ad offrire».
Non è un caso che Cisco, 70 mila dipendenti , un fatturato globale di 49,6 miliardi di dollari e uno scudo informatico capace di respingere 20 miliardi di attacchi informatici al giorno, abbia scelto Unimore nell’ambito del suo programma di investimenti in ricerca e formazione: «Qui abbiamo trovato terreno fertile nel coltivare la nostra visione di Paese che ci farebbe piacere vedere nell’ambito digitale – ha spiegato Agostino Santoni, Ad Cisco Italia – Con questo accordo ci proponiamo di mettere a servizio dei giovani in formazione tecnologie per apprendere, e allo stesso tempo sostenere lo sviluppo di progetti, ricerca, trasferimento di competenza sul territorio».
Decisiva per l’accordo – che rende l’Ateneo una vera “palestra di cinture nere di Cybersecurity” – è la presenza dal 2016 della Cyber Academy diretta dal prof. Michele Colajanni, un corso di (super)perfezionamento a numero chiuso la preparazione agli iscritti – una ventina ogni ciclo – nell’ambito della sicurezza digitale, nata anche grazie al sostegno di VEM sistemi, storico partner di Cisco: «Siamo lieti di aver contribuito alla nascita di questo protocollo che permette di aggiungere un tassello nel processo di sviluppo tecnologico dell’ateneo», ha detto Stefano Bossi, Ad VEM sistemi, annunciando una borsa di studio per premiare la migliore tesi di laurea in tema di cybersecurity. Gli studenti avranno a disposizione firewall e licenze Cisco su cui esercitarsi e potranno beneficiare di nuove attività di formazione sulla sicurezza informatica: «Il dato digitale è un valore e va protetto da professionisti», ha spiegato il prof. Colajanni. «Tutte le aziende hanno bisogno di queste figure professionali», ha invece evidenziato Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, partner della Cyber Academy. —
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