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Amianto, un ambulatorio dedicato ai lavoratori a rischio

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Servizio per chi in passato ha lavorato a contatto con la pericolosa sostanza A Modena dal 1996 al 2017  accertati 271 casi specifici

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Negli anni Sessanta e Settanta era molto utilizzato in diversi settori industriali e manifatturieri (edilizia, realizzazione di pullman, produzione di freni, frizioni o materiali isolanti, e nelle strutture industriali degli zuccherifici), ma gli effetti sulla salute si sono fatti evidenti solo dopo lunghi periodi, decine di anni. È l’amianto, un agente cancerogeno il cui utilizzo in Italia è vietato dal 1992. Purtroppo coloro che nel periodo precedente vi hanno lavorato a contatto corrono gravi rischi. Per queste persone l’Ausl ha inaugurato un nuovo ambulatorio dedicato, completamente gratuito a cui si può accedere con appuntamento diretto (0593963105).

«È un servizio di assistenza informativa sanitaria», spiega Davide Ferrari direttore del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Modena. «È rivolto a tutti coloro che durante la propria vita lavorativa sono entrati a contatto con l’amianto ovvero hanno svolto mestieri in cui vi è stato il rischio di inalare le fibre. I rischi consistono nello sviluppo di tumori al polmone e alla pleura, in particolare il Mesotolioma. La situazione in provincia di Modena è tra le meno negative in regione: dal 1996 al 2017 ci sono stati 271 casi, con un trend al ribasso dal 2012 ad oggi. Negli uomini l’incidenza è di 3,6 casi ogni diecimila, nelle donne 1 ogni centomila. In sostanza una media di 10/15 casi all’anno. Il fatto che l’andamento sia in calo significa che probabilmente il picco dovrebbe essere alle spalle e questo grazie al divieto di utilizzo introdotto negli anni Novanta. Ora gli unici lavoratori a rischio sono quelli che si occupano delle bonifiche».

La referente per l’ambulatorio è la dottoressa Donata Serra, medico del lavoro: «Accedere al servizio è davvero semplice. Quando l’utente viene da noi cerchiamo di ricostruire la sua storia lavorativa per stimare l’esposizione pregressa al rischio».

Ovviamente si tratta di informazioni importanti, visto che chi ha lavorato a contatto con l’amianto per dieci anni è più esposto di chi lo ha fatto per pochi mesi.

«Nostro compito è anche informare le persone su quali sono i rischi connessi all’amianto e soprattutto su quali comportamenti adottare per ridurre la probabilità di ammalarsi. Uno su tutti è smettere di fumare: è dimostrato, infatti, che fumo e amianto interagiscono. Il paziente viene avviato ai controlli previsti dal protocollo sanitario e se malauguratamente dovesse risultare ammalato iniziamo il percorso diagnostico-terapeutico. Infine se necessario stiliamo un certificato di malattia professionale». —

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