Energica: «Tutto bruciato, ma non ci fermiamo»
La ditta modenese di bolidi elettrici che rifornisce il Motomondiale: «Da bravi emiliani ora ci rimbocchiamo le maniche»
«Da buoni emiliani adesso ci rimboccheremo le maniche e ricominceremo tutto daccapo. Il nostro impegno per ricreare l’intero parco moto è assoluto e il mondiale si farà». Non si danno per vinti all’Energica Motor Company, la casa costruttrice modenese di moto elettriche a elevate prestazioni, quotata su Aim Italia, con stabilimento a Soliera. L’altra notte, in un sol colpo, è andato in fumo il grande lavoro che la ditta aveva profuso tramite la sua sezione corse agonistica. In un furioso incendio sono andate bruciate tutte le 21 moto che Energica aveva messo a disposizione per il Mondiale riservato alle moto elettriche. L’altra notte infatti nel paddock del circuito di Jerez, in Spagna, un incendio, divampato poco dopo la mezzanotte, ha distrutto il capannone che ospitava le MotoE, le moto elettriche che in questi giorni stavano effettuando i test per il nuovo campionato al via il 5 maggio sullo stesso tracciato, in concomitanza con il Gp di Spagna del Motomondiale. Non ci sono stati feriti ma sono andate letteralmente in cenere tutte le 21 moto Energica Ego che si trovavano all'interno della struttura: le 18 per i vari team e le 3 che erano di scorta. L’azienda modenese di moto elettriche ad elevate prestazioni è stata infatti scelta da Dorna, la società spagnola che organizza gli eventi motoristici, come costruttore unico per la “Fim Enel MotoE World Cup”.
La Dorna stessa ha garantito che il motomondiale si farà, ma più avanti, non a partire dalla data fissata a Jerez. La moto Ego Corsa della casa modenese è dunque la versione da competizione che viene utilizzata dai team: una moto con elevate prestazioni in accelerazione, velocità, e tenuta, tanto da fare invidia anche ai bolidi tradizionali. «Quanto all’accaduto, al momento stiamo ancora aspettando i dettagli certi - dicono ad Energica - ma in ogni caso vogliamo subito smentire e mettere a tacere qualche “voce malevola” che si sta diffondendo in giro, cioè che le moto fossero in carica. Questo non corrisponde assolutamente a verità, le moto non erano in carica.».
Circostanza confermata anche dalla Fmi: la Federazione motociclistica internazionale ha confermato che “al momento dell'incidente non c’era nessuna moto in carica nell’edificio in cui è scoppiato l’incendio”.
Questo stop non ferma il nostro lavoro, le sfide sono e continueranno a rimanere nel nostro Dna - afferma Livia Cevolini, Ceo Energica Motor Company - Da tenaci emiliani continuiamo a lavorare e siamo già all'opera per poter portare avanti il progetto in cui crediamo fortemente. Faremo tutto ciò che è necessario per salvare il campionato: ci vediamo in pista». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
