I sindaci della Bassa disertano la conferenza sull’ospedale da salvare
MIRANDOLA. La Conferenza territoriale socio sanitaria della Provincia non decide nulla, ma passa le carte tra loro contraddittorie approvate dal Consiglio comunale di Carpi per avere un nuovo ospedale nella città dei Pio e quella approvata dal Consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa, che invece chiedono che l’ospedale di Mirandola torni ad essere un ospedale dello stesso livello di Carpi, con i suoi primari. È accaduto venerdì sera in Provincia, dove confluivano i due documenti. Il primo, a suo tempo concordato tra il sindaco di Carpi Belelli e il sindaco di Mirandola Benatti, parla di un generico miglioramento dei servizi a Mirandola. Il secondo invece, frutto di un furente dibattito nel corso del quale il Pd alla fine ha accettato tutte le richieste di cittadini, comitati e opposizioni, che invece chiede che la Bassa abbia lo stesso livello di Carpi, visto che Carpi ha bocciato da subito l’idea dell’ospedale baricentrico (per ragioni di viabilità, come ha spiegato anche l’altra sera il sindaco Belelli), ipotizzando il suo nuovo ospedale in città, forse a Santa Croce.
A fare infuriare i pochi cittadini della Bassa che hanno assistito alla conferenza, poi, il fatto che i sindaci l’abbiamo disertata. Ad inizio riunione, oltre al sindaco di Mirandola Benatti, ce n’erano solo due, più un consigliere delegato di un altro Comune. E al momento dell’intervento di Benatti gli altri due sindaci se ne erano già andati. Una nota della conferenza diffusa ieri prova a conciliare le due proposte, ma la sostanza ai comitati è chiara: «Siamo anzitutto scandalizzati dalla assenza dei sindaci, praticamente tutti - commenta furente Ubaldo Chiarotti, del comitato salviamo l’ospedale della Bassa - la conferenza non ha affrontato il tema cruciale, in un dico-non dico inutile. Anzi, quando timidamente il sindaco Benatti ha accennato ad un ritorno dei primari a Mirandola, un altro sindaco ha espresso rimostranze. La sostanza, se non si fosse capito, è che Carpi non ha i numeri per pretendere un nuovo ospedale di I livello, e che a questo punto lo esigiamo anche nella Bassa, viste le distanze, i servizi di trasporto e i disagi rispetto agli altri ospedali». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google