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Le nuove regole per l’accoglienza dei migranti in città

Stefano Totaro
Le nuove regole per l’accoglienza dei migranti in città

La prefettura ha pubblicato i nuovi bandi per 1800 posti iIl compenso per ospite tagliato da 32 a 21,50 euro Eliminati numerosi servizi

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Accoglienza dei migranti, la prefettura ha emesso due nuovi bandi che andranno a coprire il periodo che va da giugno 2019 sino alla fine del 2020, circa due anni. La novità sta nel fatto che i bandi sono due: uno relativo all’accoglienza diffusa sul territorio, vale a dire la possibilità di ospitare richiedenti asilo in appartamenti, piccole strutture, in base al modello già consolidato sul nostro territorio. L’altro bando invece è una gara per “centri collettivi fino a 50 posti”. Non appartamenti ma strutture capaci di contenere venti, trenta persone, un po’ meno o un po’ di più ma non oltre il tetto delle 50 presenze. La prefettura, circa la prima gara, ha considerato valido il sistema già utilizzato in città e in provincia: garantire la diffusione capillare delle presenze, in ciascun Comune, con collocazioni in appartamenti, in piccoli nuclei, in modo da non concentrare, non ghettizzare e consentire un migliore approccio con le realtà locali. Il secondo bando, sempre in linea con le nuove direttive governative, punta alla gestione di centri più grandi. Ma quali? Quali sono quei centri, in città e in provincia, che possono avere queste caratteristiche e che sono già stati impiegati più o meno per questo scopo? Se si escludono gli alberghi, una struttura con queste caratteristiche sarebbe lo Studentato di via delle Costellazioni, struttura sinora usata per emergenze temporanee d’accoglienza e che diventerebbe così , a tutti gli effetti, un posto fisso e gestito per l’accoglienza. Si tratta comunque di ipotesi, non c’è nella di certo. Di certo c’è che il primo bando riguarda l’affido della gestione di singole unità abitative per un numero di 1560 posti, il secondo bando è per la gestione di eventuali quattro centri con capienza massima da 50 persone, in tutto per circa 220 ospiti.

E la diaria, i famosi 32 euro per ospite che venivano erogati ai gestori? Il taglio è netto, si parla ora di 21 euro e 50 centesimi.

La cooperativa Caleidos, che gestisce la maggior parte delle piccole strutture e non si occupa dei centri più grandi, afferma che leggerà con attenzione i nuovi bandi e si riserverà di commentare più avanti in modo specifico. Ma c’è disappunto, non solo in Caleidos, e questo non nasce solo dall’aspetto economico, ma dal fatto che, in sostanza, si tratterà soltanto di dare ai migranti vitto e alloggio. Non esistono più tutta una serie di servizi e di figure: come si legge nel documento firmato da Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali Emilia-Romagna, al quale hanno aderito 50 cooperative sociali del settore, «non sono previsti servizi quali l'orientamento formativo e lavorativo, l'insegnamento della lingua italiana, il sostegno nell'accesso ai servizi sanitari e sociali, la presa in carico psico-sociale per le situazioni vulnerabili. In questo modo non si favoriscono l’integrazione e coesione sociale nei nostri territori». —



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