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INTERVIENE L’ASSESSORE GAZZOLO 

“Pressione” sui concessionari per avere lo sconto del 15%

Stefano Luppi
“Pressione” sui concessionari per avere lo sconto del 15%

Mezzi ecologici: la Regione e le resistenze degli autosaloni ad abbassare i prezzi  «Non c’è obbligo, noi insisteremo. Ma di sicuro il nostro Ecobonus viene erogato»

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Nessun dietrofront, ma certo l’ammissione da parte della Regione di un problema. E dunque chi ha sollevato il problema di “complicazioni” sull’ulteriore sconto del 15% a chi acquista un’auto nuova rottamandone una inquinante aveva ragione: è il caso della modenese Samanta Di Fede che ieri raccontava la sua vicenda sulla Gazzetta di Modena. Oggi l’assessore regionale alle politiche ambientali Paola Gazzolo - che ieri ha anche replicato al M5S che parlano di Ecobonus bluff - ritorna sulla vicenda.

Assessore, al di là dell’Ecobonus cos’è l’ulteriore sconto del 15%?

«L’Ecobonus permette risparmi di 2-3 mila euro per i privati e fino a 10mila per le imprese, abbiamo stanziato per questo 5 milioni di euro. E non stiamo registrando problemi particolari visto che in tutto le richieste sono oltre mille che si sommano alle quasi 5.800 del biennio 2017-2018. Lo sconto aggiuntivo del 15% da parte dei venditori è una opportunità in più, non è obbligatorio, dipende dalla singola casa costruttrice decidere dunque se applicarlo o meno. Ma l’Ecobonus regionale viene lo stesso erogato».

Secondo qualche utente lo sconto del 15% nei fatti non sarebbe applicato. E’ solo teorico?

«Al contrario. Direi che i numeri su cittadini e imprese che usufruiscono degli Ecobonus della Regione rendono tutto molto concreto. L’ulteriore sconto del 15% da parte dei venditori sul prezzo di listino del modello base è indicato nella delibera con cui la giunta regionale ha approvato il Protocollo d’intesa sottoscritto con i costruttori. Le associazioni ci chiesero di non inserirlo direttamente nel Protocollo successivo per evitare potessero sorgere pratiche anti-concorrenziali. Lo stesso è avvenuto in Veneto e Lombardia”».

L’associazione Anfia dice espressamente che avete commesso un errore.

«“L’applicazione dello sconto non è imposta ai concessionari, e la Regione non ha mai parlato di un obbligo. Le associazioni delle case costruttrici che hanno firmato l’intesa con noi si sono impegnate a chiedere ai loro venditori di applicarlo. Fin dall’inizio è stato pensato come una opportunità in più. Lo stesso racconto della signora modenese che avete pubblicato, e le difficoltà che ha incontrato, spero possa portare case costruttrici e concessionari a convincersi che si tratta davvero di una opportunità in più messa in campo».

Esiste un elenco delle marche di auto che applicano questo sconto?

«È una richiesta che abbiamo già più volte avanzato a chi ha sottoscritto il protocollo: ci dicono di non poter obbligare i venditori ad applicare lo sconto e risulta quindi difficile fare un elenco certo. Insisteremo».

Il cittadino non rischia di perdersi tra troppa burocrazia?

«Ripeto, gli Ecobonus stanno funzionando e le richieste arrivano, tante e senza particolari intoppi. Parlare di troppa burocrazia in questo caso mi sembra eccessivo: è una misura che sta funzionando e che non in molte altre parti d’Italia è disponibile. Non vorrei si scaricasse sulla Regione una libera scelta dei venditori: spetta a loro comunicare correttamente come noi stiamo provando a fare per la parte che ci compete, e cioè l’Ecobonus finanziato dalla Regione».

Non correte il rischio che qualcuno pensi: mi obbligano a cambiare auto, anche se funziona, ma poi mi aiutano nella spesa ma non troppo?

“Non c’è l’obbligo a cambiare l’auto. Anzi, per la prima volta alle limitazioni alla circolazione come misura emergenziale di fronte agli sforamenti dei livelli di smog abbiamo affiancato contributi per cambiare le auto più inquinanti fino ai diesel Euro 4. L’aiuto da parte della Regione è concreto».

Correggerete qualcosa sul tema?

“Potremmo rafforzare la delibera di giunta, introducendo sostanzialmente l’obbligo dello sconto. Ma non vogliamo rischiare meccanismi che mettano in pericolo l’Ecobonus di fronte a venditori che, comunque, non lo dovessero applicare, visto che non può comunque essere imposto. Lo sforzo che l’Emilia-Romagna sta facendo sul tema inquinamento non ha paragoni nel resto d’Italia». —

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