Erasmus, il “Formiggini” diventa una piccola Europa
Gli studenti del liceo hanno accolto più di 100 colleghi provenienti da diversi Paesi La prof Vandelli: «Per i ragazzi è l’esperienza più importante dei cinque anni»
Oltre 100 ragazzi provenienti da Olanda, Germania e Finlandia al liceo Formiggini per il Progetto Erasmus.
Il grande gruppo è rimasto a Sassuolo per una settimana, immergendosi nella scuola e nella cultura italiana, per poi ritornare a casa e attendere la seconda parte dell’iniziativa, prevista a maggio.
L’edizione 2019 del progetto, portato avanti dall’indirizzo linguistico del liceo, si è posta ancora una volta come un’occasione di incontro e di scambio tra culture diverse che ha permesso agli studenti di fare un tuffo in un’Europa ancora da esplorare.
«Quest’iniziativa - ha spiegato la referente e professoressa di inglese dell’istituto Cristina Vandelli - va avanti da tantissimo tempo ed è considerata dai ragazzi come l’esperienza più importante da fare durante i cinque anni di superiori. Il progetto consiste nell’ospitare per una settimana gli studenti che arrivano qui a Sassuolo da altri Paesi europei e nell’accompagnarli alla scoperta delle nostre abitudini, della città, di cosa vuol dire Italia ed essere italiani. A maggio, poi, toccherà a noi il ruolo di ospiti e per la prima settimana del mese vivremo l’esperienza opposta, con i nostri ragazzi che partiranno chi per la Germania, chi per l’Olanda e chi per la Finlandia».
Durante le giornate passate a Sassuolo gli studenti si sono liberati dalla classica routine delle lezioni frontali del mattino per dedicarsi a uno studio delle tematiche legate alla comunità europea, alla realizzazione di laboratori e alla condivisione di momenti di socializzazione, vero scopo primario e cuore dell’iniziativa. Gli “ospitanti”, come ha sottolineato la professoressa, si sono cimentati anche in attività di alternanza scuola-lavoro, diventando promotori e guide turistiche, accompagnando i nuovi arrivati alla scoperta del territorio e preparando workshops. «Gli studenti - ha concluso la Vandelli - sono coinvolti in prima persona in quest’esperienza di vita che non a caso viene proposta durante l’adolescenza, ovvero gli anni in cui ci si apre al mondo. L’opportunità di confrontarsi con loro coetanei, allo stesso tempo uguali, ma diversi e lontani ma vicini, e condividere con loro speranze, ansie e paure credo sia davvero unica. Un valore aggiunto del progetto è che queste amicizie spesso non finiscono al termine della settimana Erasmus, ma continuano negli anni: non è raro che i ragazzi continuino a scriversi e a vedersi nei vari Paesi».
Gli studenti che hanno partecipato al progetto si sono riuniti tutti insieme per passare una serata nell’atrio della succursale del liceo, dove hanno partecipato ad una festa a tema “Coachella”, organizzata dalla studentessa di quarta Arianna Notari, tra musica, colori e, ovviamente, pizza. «Stiamo diventando sempre più internazionali - ha affermato Bojan Breljakovic, docente accompagnatore del gruppo venuto dall’Olanda - e quindi è fondamentale che tutte le culture europee si uniscano e si conoscano. Non basta imparare le regole grammaticali di una lingua, per arrivare a conoscerla davvero bisogna assaporare la cultura del Paese, il cibo, le persone. A maggio sarà il nostro turno e siamo pronti a portare gli ospiti sassolesi a visitare Amsterdam e Rotterdam, oltre che fare assaggiare loro le buonissime specialità olandesi».
Entusiasti, neanche a dirlo, gli studenti; già pronti per partire e divertirsi insieme a culture che fino a ieri sembravano lontane anni luce ma che ora si sono rivelate più vicine che mai. —
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