Gazzetta di Modena

Modena

la storia 

Recuperata dopo oltre mezzo secolo una statuetta egizia rubata ai Musei

Stefano Totaro
Recuperata dopo oltre mezzo secolo una statuetta egizia rubata ai Musei

La maiolica stava per essere messa all’asta in Toscana: i carabinieri del nucleo tutela patrimonio sono intervenuti in tempo

3 MINUTI DI LETTURA







È ritornata a casa dopo oltre mezzo secolo, in quel Palazzo dei Musei dove, il 28 dicembre 1964, venne rubata assieme ad altri 31 pezzi della collezione egizia. Ricordi in bianco e nero, come del resto la fotografia che la ritraeva: una statuetta egizia “ushabti”, una maiolica, o, alla francese, una faience, del VI secolo a.C. (XXVI dinastia) che nascondeva in quell’immagine anni Sessanta un vivace colore turchese. È stato grazie proprio a quella fotografia che i Carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale sono riusciti a recuperare la preziosa statuetta e a riconsegnarla alla nostra città, prima che questa potesse girare nuovamente il mondo, finendo in qualche collezione privata. Una casa d’aste toscana infatti era ormai in procinto di iniziare la gara e quindi di vendere al migliore offerente, a partire, come sembra, da 10mila euro. Prima che questo potesse accadere, ecco che intervengono i carabinieri che hanno il grande compito di salvaguardare, proteggere, tutelare e anche di recuperare l’immenso patrimonio artistico italiano. La soprintendenza fiorentina manda loro un input su quanto messo in vendita dalla casa d’aste (sul sito ci sono foto della statuetta) e i carabinieri specializzati iniziano a cercare. L’immagine dell’ushabti viene quindi inserita nella più grande banca dati del mondo, dove ci sono tutti i beni i beni culturali illecitamente sottratti. E inizia la comparazione presso la sezione elaborazione dati del comando carabinieri tutela patrimonio culturale di Roma. Ed ecco che, agli occhi dei militari esperti, è come se si avesse un risconto simile a quello delle impronte digitali. Nonostante l’originale e vecchia immagine non ci sono dubbi, la statuetta era quella che era stata rubata 54 anni fa a Modena. Mancava solo lei. Le altre trenta opere erano già state recuperate e in tempi brevi, ci fu un incauto acquisto che permise di risolvere il caso. I ladri allora avevano avuto gioco facile; non c’erano allarmi e i reperti erano all'interno di una vetrinetta ottocentesca, chiusa con chiavi...d’epoca.

Fatta dunque la comparazione, le indagini, coordinate dalla Procura modenese, ed i minuziosi approfondimenti investigativi dei carabinieri del nucleo tutela di Bologna, condotti con l’attivo contributo fornito dai responsabili dello stesso Museo, hanno così permesso di arrivare alla statuetta che è stata sequestrata e riconsegnata ieri nelle mani del sindaco, alla presenza dei responsabili dei musei.

Ma prima dell’asta quale era stata la storia della maiolica? Come riferito dal maggiore Giuseppe De Gori, comandante del Nucleo di Bologna, la statuetta egizia aveva girato in lungo e in largo in Italia per poi rimanere a lungo in provincia di Modena. Poi, a seguito probabilmente di una eredità, chi l’aveva in casa ha deciso di venderla e si arriva così alla casa d’aste toscana. Il proprietario modenese non risponderà penalmente del reato di ricettazione, dal momento che, come è stato appurato, non era a conoscenza della provenienza della statuetta.

Il sindaco Muzzarelli ha ringraziato i militari e il procuratore Lucia Musti « per l’impegno di sempre nella tutela e recupero del patrimonio e per le indagini che hanno consentito di tornare in possesso della preziosa statuetta», sottolineando che «un grande valore, parte dello straordinario patrimonio storico e artistico che fa grande il nostro Paese, viene riconsegnato a tutta la città». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google