«Tutti i sindaci dovrebbero fare la stessa cosa»
Professore Vanni Codeluppi, ordinario in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università IULM di Milano, considera coraggiosa la scelta del sindaco?
«Non so quali siano le sue intenzioni, ma il fatto che lo abbia fatto lui e non altri dimostra indubbiamente che è una scelta coraggiosa. Siamo tutti a conoscenza del contesto sociale in cui viviamo, c’è in corso una crisi sociale, culturale ed economica e le persone sono più deboli, dunque impaurite e anche un gesto naturale e doveroso diventa un gesto coraggioso».
Lei, dunque, pensa che abbia fatto bene?
«Credo che tutti i sindaci debbano fare la stessa cosa, significherebbe riconoscere l’importanza di un fenomeno sociale di cui non possiamo fare a meno. Tutti siamo stati magari migranti e potremmo un futuro esserlo, ogni Stato si dovrebbe far carico di investimenti per l’integrazione, senza generare clima di diffidenza o odio, o addirittura alzare dei muri».
E costruire un monumento?
«È un gesto positivo ma fa ben poco e può solo aiutare in una strategia complessiva che riguardi iniziative, più risorse, accoglienza. Nel caso di Modena e dell’Emilia-Romagna, che sull’immigrazione è sempre stata modello di integrazione funzionante, penso che accompagni tutta una serie di misure».
È dunque anche un messaggio politico?
«Non direi, il sindaco è una figura istituzionale, deve rappresentare gli interessi di tutti e questa iniziativa, a mio avviso, è fatta nell’interesse della collettività».
Ma non sembra che molti sindaci, anche di sinistra, lo facciano animatamente…
«La sinistra è ovviamente in crisi, ha avuto tante difficoltà e batoste e questo tema diventa ormai quasi difficile da sbandierare, come nel caso dei diritti dei lavoratori».
Muzzarelli ha dunque aperto il giardino?
«Direi proprio di sì, sperando che qualcuno capisca il suo messaggio». —
G.C.
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