Gazzetta di Modena

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il sogno della pensione 

Corsa a “quota 100”: già mille le domande

Gaetano Cervone
Corsa a “quota 100”: già mille le domande

Più richieste dal settore pubblico che dal privato. E c’è chi prevede disagi a causa deller mancate o ritardate sostituzioni

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Sono più di mille le richieste di pensionamento con “quota 100” inoltrate all’Inps dai lavoratori della provincia di Modena.

La fuga dagli uffici (e dalle aziende) che i sindacati avevano previsto con l’entrata in vigore della misura del governo Conte si sta a tutti gli effetti manifestando anche nel modenese che, dopo Bologna (1518), è la provincia con il più alto numero di richieste in Emilia-Romagna.

Ad oggi il numero dei lavoratori che hanno già inoltrato istanza di pensionamento con “quota 100” agli uffici dell’Inps, e dunque certi di possedere tutti i requisiti per accedervi, sono per l’esattezza 1008, un numero destinato ancora a salire visto il trend medio di 150 richieste a settimana: “In tanti stanno inoltre aspettando che il decreto diventi a tutti gli effetti legge prima di inoltrare la domanda, una cautela in più per essere sicuri che non si cambino le carte in corso d’opera” spiega Antonio Petrillo, direttore del patronato Inca-Cgil.

Insomma, una volta diventata legge, “quota 100” potrebbe produrre ulteriori accelerate: “Rispetto ai numeri previsti prima dell’entrata in vigore – sottolinea Petrillo – riteniamo che anche Modena avrà valori più alti rispetto alla media nazionale”.

Sono i dipendenti pubblici ad essere maggiormente attratti dalla prospettiva della pensione tra pochi mesi, ma anche in questo caso con i dovuti distinguo: “Tutto dipende dagli anni di contributi versati, chi ne ha pochi ma ha i requisiti grazie all’età chiede comunque il calcolo preciso di quanto prenderà con l'assegno di pensione” evidenzia Petrillo.

Un quadro più preciso si sta delineando anche per gli esperti, anche se i dati disaggregati per provincia sulla tipologia di lavorati sono ancora scarsi: “Le domande sono superiori alla media tra i dipendenti pubblici e tra gli autonomi, inferiori alla media tra i dipendenti del settore privato ed è molto ragionevole che valga anche per Modena – spiega Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze al dipartimento di Economia “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia – Quindi chi ha un buon lavoro nel privato se lo tiene stretto, mentre cerca di andare in pensione chi è comunque coperto da una buona pensione (i pubblici, con carriere continue) e chi è andato in crisi a causa della recessione e dei cambiamenti nella struttura dei mercati (i commercianti e gli artigiani)”.

C’è però un ulteriore dato interessante e riguarda la relazione negativa tra incidenza delle domande e reddito provinciale. E dunque quanto più povera è la provincia, tanto maggiore è il numero delle domande. “Modena è in linea con questa tendenza e finora nella nostra provincia ha fatto domanda l'1.51% dei lavoratori anziani (con età oltre 54 anni). Il dato per la provincia di Reggio Emilia è 1.48%, per Bologna 1.54%. In Italia la percentuale totale di domande tra i lavoratori over54 è 1.9%. In Sicilia, per fare un esempio, hanno finora fatto domanda il 3% dei lavoratori anziani, in Trentino Alto Adige, una delle regioni più ricche, ha fatto domanda l'1.1% dei lavoratori over 54”.

Le richieste arrivano comunque da tutte le regioni, in Emilia-Romagna sono in totale 6.233 e i timori di disservizi in attesa di nuove assunzioni restano alti: “Anche in provincia di Modena ci saranno problemi legati alla difficoltà o impossibilità di sostituire le uscite nel pubblico – conclude Baldini – Soprattutto per scuola e sanità, ma anche per la funzionalità dei servizi erogati dai Comuni”. —

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