Modena: zia Silvia è volata giù con il nipotino tra le braccia. Omicidio-suicidio senza un perchè
«Non è stato un incidente»: la Procura di Modena indaga con l'ipotesi di un omicidio-suicidio.Dietro alla tragedia che si è consumata domenica sera in largo Montecassino, non ci sarebbero altri possibili scenari. Attesa per le risposte dell'autopsia. Nessun biglietto o altra indicazione su quella tragica decisione di uccidersi e uccidere il piccolo Giacomo di 5 anni
MODENA. «Non è stato un incidente»: la procura di Modena indaga con l'ipotesi di un omicidio-suicidio. Sono le parole rilasciate direttamente dal procuratore capo della città emiliana, Lucia Musti, a confermare come dietro alla tragedia che si è consumata ieri sera in largo Montecassino, quando, poco dopo le 19, la 47enne Silvia Pellacani si è gettata dal decimo piano del palazzo dove risiedeva, stringendo tra le braccia Giacomo, il nipote di cinque anni (figlio di suo fratello), non ci sarebbero altri possibili scenari.
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Per motivi ancora tutti da chiarire, ma rispetto ai quali non è detto si riuscirà a fare completamente luce, la donna, che non era in cura per problemi di natura psichica, avrebbe dunque deciso di togliersi la vita e uccidere il bimbo, chiudendosi a chiave dentro l'appartamento prima del salto nel vuoto dal balcone.
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Il fascicolo in mano al pubblico ministero Maria Angela Sighicelli vede operativi sul campo i carabinieri del comando provinciale modenese. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la 47enne ieri sarebbe andata a casa di sua mamma, la nonna del bimbo, che in totale buonafede le avrebbe affidato il piccolo che a sua volta le era stato portato a casa nelle ore precedenti direttamente dal padre (ovvero il fratello di Silvia Pellacani).
I militari dell'Arma inoltre non hanno trovato alcun segno particolare nell'appartamento al decimo piano che possa far pensare ad una morte violenta del bambino in una fase precedente la caduta dall'alto. Tra domani e mercoledì dovrebbe essere conferito l'incarico per l'autopsia che si terrà nella medicina legale del Policlinico di Modena coordinata dal professor Enrico Silingardi.
Gli accertamenti sulle due salme saranno utili anche per escludere che il nipote di Silvia Pellacani possa essere stato ucciso da quest'ultima prima della caduta, con modalità che avrebbero potuto, appunto, anche non lasciare tracce dentro l'abitazione. Ovviamente già nei prossimi giorni gli inquirenti sentiranno nuovamente i parenti più stretti della donna, tentando di ricostruire, per quanto possibile, i motivi alla base dell'accaduto. Da questo punto di vista sono indubbiamente d'interesse altre dichiarazioni rilasciate oggi dal procuratore che escludono al momento ipotesi su istigazione o responsabilità da parte di altri.
«Cercheremo comunque di capire - assicura Musti - per chiudere in maniera completa la vicenda», laddove la 47enne non ha lasciato nemmeno un biglietto contenente 'spiegazionì in merito al perché poco dopo sarebbe saltata giù dal balcone con il nipote stretto tra le braccia.
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