«L’elisoccorso non sostituisce l’esigenza del Punto nascita»
Clemente Forni, candidato a sindaco con una lista civica sostenuta dal centrodestra: «La chiusura del reparto è una ferita per il territorio»
FANANO. «L'elisoccorso non può sostituire il Punto nascita di Pavullo». A prendere posizione netta per la riapertura della struttura è il conte Clemente Forni, nel suo primo intervento ufficiale da candidato sindaco per Fanano (lista civica col sostegno del centrodestra). «La chiusura del reparto per il territorio è una ferita aperta che continua a sanguinare. E a fare notizia» osserva, richiamando i vari interventi di soccorso in Appennino legati a urgenze ostetrico-ginecologiche, come quelli dello scorso weekend, quando due donne di Pieve e Pavullo sono state condotte in elicottero di notte al Policlinico per partorire. «Il disagio delle nostre donne e delle loro famiglie è grande, a volte angosciante – sottolinea Forni – ma siamo testimoni di un silenzio politico spietato. E’ triste ricordare la corresponsabilità morale dei dirigenti sanitari e della politica, tra cui, purtroppo, in prima linea l’amministrazione comunale del sindaco di Fanano Muzzarelli e dei suoi assessori. Sarebbe bastato sostenere e pretendere una diversa organizzazione del servizio, anche in turnazione e in reperibilità, anziché fare il ragionieristico calcolo del mero numero minimo di nascite annue del reparto di Pavullo, umiliando professionalità ed esperienza di ostetriche e personale di eccellente livello». Il piano di “sostituzione” del servizio non convince affatto Forni: «L’elitrasporto è un servizio indispensabile a cui va la nostra ammirazione e gratitudine – rimarca – ma ad alto profilo di rischio e di costo. Da usare quando non è possibile un sistema più sicuro, vicino ed economico. Non può di certo sostituire una struttura operativa territoriale». Struttura che, se si vuole, può essere adeguata agli standard necessari, com'è accaduto nel citato esempio di Mirandola. «Abbiamo fatto un sondaggio tra i cittadini, semplice ma efficace – riprende – alla domanda circa la necessità di avere sul nostro territorio un Punto nascita, il 93% ha risposto di sì. Noi abbiamo mobilitato tutto quanto era a nostra disposizione quando ancora c’era la speranza che si potesse evitare la soppressione. Abbiamo invano invocato l’intervento del nostro sindaco per appoggiare la richiesta di riesame. Nulla è servito. Ma oggi continuiamo a combattere, auspicando un autentico cambiamento che possa mettere al centro della riflessione, soprattutto Politica, i veri valori e diritti dei cittadini, che non devono essere secondi a nessun altro calcolo». — D.M.
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