Gazzetta di Modena

Modena

La manovra straordinaria 

La Regione corre ai ripari Previsti 51 cantieri per 54 milioni di lavori

La Regione corre ai ripari Previsti 51 cantieri per 54 milioni di lavori

3 MINUTI DI LETTURA





Dalle piccole strade di montagna con il pericolo di caduta massi al consolidamento dell’alveo dei fiumi: in tutto 51 cantieri per poco meno di 54 milioni di euro, ovvero un terzo dell’investimento complessivo su tutta la regione. Sono gli interventi previsti per la provincia di Modena all’interno del piano varato dalla giunta regionale per la sicurezza del territorio: in tutto, oltre 700 cantieri da Piacenza a Rimini, che andranno dal rafforzamento delle opere idrauliche alla sistemazione delle strade interrotte da frane.

Due le linee d’azione del piano: da una parte la prevenzione del rischio idrogeologico - per la quale sono previsti 196 lavori per 26 milioni e mezzo di euro - e dall’altra la risposta alle emergenze nelle aree danneggiate dal maltempo, con oltre 500 cantieri per 120 milioni. Di questi, la Regione ha definito in tempi record il nuovo piano da 244 interventi, per 38 milioni di euro, destinati a proseguire e chiudere i lavori in seguito agli eventi meteo eccezionali per i quali, tra il 2017 e il 2018, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Fondi che rientrano nella prima tranche, per l’anno in corso, del finanziamento triennale da 135 milioni assegnati dal governo all’Emilia Romagna a fine febbraio nell’ambito del programma “Proteggi Italia”. Entro 10 giorni, il Dipartimento nazionale di protezione civile dovrà approvarlo per rendere operative le risorse, far partire le attività di progettazione e appalto e arrivare a settembre all’apertura dei cantieri. Un piano illustrato dal presidente Stefano Bonaccini, che ha ricordato che «in Emilia Romagna gli interventi si portano avanti e i cantieri aprono, che si tratti di opere finanziate con fondi regionali o statali.

Ma siamo ancora dentro una logica emergenziale, certo importante perché andiamo a ricucire le ferite lasciate da eventi sempre più violenti e frequenti, ma che a maggior ragione richiedono misure strutturali. E su questo - fa notare il governatore - voglio ricordare che attendiamo ancora risposte dal governo sul piano di interventi strutturali per 180 milioni inviato a Roma. E’ una questione di volontà politica: se c’è, le opere partono.

Ma quali sono dunque i cantieri che entro settembre partiranno nel Modenese? In complesso, si tratta di 51 interventi per 53 milioni e 940mila euro, dei quali oltre 32 milioni saranno destinati ai lavori a cura di Aipo per continuare le opere di messa in sicurezza del nodo idraulico Secchia, Panaro, Naviglio dopo l’alluvione del 2014. Per quanto riguarda le altre opere - per le quali complessivamente sono stati stanziati 8 milioni e 648mila euro - quasi 1,2 milioni sono in arrivo a Spilamberto per una serie di lavori che vanno dal ripristino dell’officiosità idraulica delle difese del Panaro a valle del ponte sulla Pedemontana alla sistemazione dello scolmatore sul canale San Pietro-torrente Rio Secco. Mezzo milione di euro è destinato alla viabilità provinciale, diviso a metà tra il primo stralcio di lavori per la messa in sicurezza da caduta massi della strada 27 della Docciola, a Montese, e la movimentazione di materiale in alveo a protezione delle pile del ponte sul torrente Scoltenna, sulla Fondovalle Panaro, per 250mila euro, tra Pavullo e Sestola. A Pavullo sono previste opere di regimazione delle acque e consolidamento della frana che invade l’alveo del torrente Scoltenna, mentre a Sassuolo 460mila euro serviranno per riparare danni dell’argine di contenimento dell’invaso a scopi irrigui posto nel fiume Secchia e il consolidamento di opere idrauliche e briglie in località San Michele dei Mucchietti a Sassuolo. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google