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Novi, Stefano Cattini: Il cantante principe dei matrimoni

Novi, Stefano Cattini: Il cantante principe dei matrimoni

Originario di Novi ha vinto nel 2018 l’Italian Wedding Awards come miglior “music designer” La colonna sonora del “giorno più bello” «In tanti anni di attività m’è capitato di tutto, anche di “celebrare” il rito simbolico di unione di due ragazzi Abbiamo una lista di oltre trecento brani che eseguiamo rigorosamente dal vivo. Il più richiesto? “Your Song di Elton John»

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NOVI. Un po’ per caso, un po’ per desiderio. È iniziata così la carriera di Stefano Cattini: da bambino appassionato di musica all’Oscar dei cantanti di matrimoni. Con un filo conduttore: la tecnologia. Che l’ha portato da Novi ad esibirsi nei palchi di tutta Italia.

Fino alla conquista dell’Italian Wedding Awards 2018 come miglior “music designer” nel settore del matrimonio italiano. Senza dimenticare le proprie radici: Stefano, infatti, ha lottato contro la chiusura del cinema Ariston di San Marino.

E lo ha fatto mettendo a disposizione il suo talento artistico, durante serate che hanno dimostrato che la frazione alle porte di Carpi è viva e vuole conservare il suo simbolo. «Novi è il centro del mondo, a due passi dall’autostrada - esordisce Stefano - Poi vivo in una factory di creatività».

Ed è proprio a Novi che Stefano ha scoperto di essere un cantante.

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«Fin da piccolo sono sempre stato appassionato sia di musica che di tecnologia. Ho sempre ascoltato tanto… finché un giorno, intorno ai 20 anni, ho iniziato a “emettere suoni” cantando, quasi per gioco. In vacanza mi divertivo esibendomi per amici. Ricordo ancora le sere in cui tutti quanti si radunavano davanti alla casetta dei miei genitori. Se ci ripenso oggi mi vengono i brividi: quanti amici che non ci sono più e persino mio papà. Che malinconia, ma la vita è così… piena di cose belle che è difficile lasciar andare». Stefano si è avvicinato al settore dei matrimoni grazie a Greta Bortolotti.

«Lei è un vero talento: attrice, cantante, doppiatrice… una voce magica sia nel parlare, sia nel cantare, una donna esuberante e divertente, una vera amica. Ci conoscevamo da poco, credo fosse il 2008, avevamo fatto qualche serata insieme, adoravo lavorare con lei. Mi chiama e mi dice: “Ciao Feffi, si sposa mio cugin

«Da lì - prosegue Cattini - è cominciato tutto, è sempre cominciato tutto da lei. È stata lei un giorno a dirmi: “Il mio chitarrista sta cercando una voce maschile interessante, ti andrebbe di farci due chiacchiere?”. Così conobbi Andrea Ciccio Solieri, un grande amico, un vero compagno di avventure con cui ho creato tutto quello che ho».

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Sicuramente gli episodi curiosi saranno tanti per chi ha vinto l’Oscar fra i cantanti di matrimoni: ce ne racconta uno?

«In questi anni ne sono successe di tutti i colori. Io e Ciccio Solieri ci siamo ripromessi di scrivere un libro a quattro mani raccontando tutte le peripezie vissute nel mondo del wedding. La cosa più curiosa che mi è successa, quest'anno, è stata celebrare un matrimonio. Due ragazzi mi hanno chiesto non solo di cantare per loro ma anche di celebrare il loro rito simbolico, è stato bellissimo!».

Qual è la hit parade dei pezzi più richiesti dagli sposi?

«Rispondere è davvero difficilissimo, noi mettiamo sempre a disposizione un repertorio tutto suonato e cantato dal vivo di oltre trecento pezzi e loro hanno il compito di scegliere i brani per comporre la loro colonna sonora personalizzata. In questo modo ogni matrimonio è diverso, per noi è davvero piacevole realizzare eventi sempre differenti perché è ciò che ci tiene vivi assieme alla magia della musica. Probabilmente, la canzone che la gran parte dei miei clienti adora ascoltare è Your Song di Elton John, è un pezzo che crea sempre la magia, ha qualcosa che non so spiegarti».

Qual è il suo momento preferito durante le esibizioni?

«Devo ammettere che il mio momento preferito è generalmente il ballo degli sposi o anche il ballo con i genitori, a volte. Sono momenti in cui scende il silenzio, ci sono solo la musica e le emozioni palpabili di tutti, molte volte è difficile controllarsi, ma è proprio il bello del mio mestiere. La musica è una cosa per me molto importante, mi ha dato davvero tanto, è l'unica cosa che non mi stanca mai. “Tu, tu, non mi basti mai, davvero non mi basti mai, tu dolce terra mia… dove non sono stato mai”. Lo diceva il grande Lucio Dalla, la musica per me è questo, una terra che mantiene sempre la magia e il fascino dell'inesplorato».

Il nostro territorio è ricco di fermento musicale: lo è anche per la sua professione?

«Sono abituato a viaggiare in giro per l'Italia, vedo luoghi meravigliosi. Quello che sto per dire non è una critica ma vorrei fossero parole che portassero l'Emilia Romagna a migliorare sempre di più. Abbiamo sempre la convinzione di essere i più produttivi, i più talentuosi, mentre in tutta Italia ci sono delle realtà magiche, panorami mozzafiato, persone con talenti indescrivibili sia per quanto riguarda le gioie del palato, sia per la capacità ricettive. Così vorrei invitare l'Emila Romagna a guardarsi attorno, a migliorare sempre di più facendo squadra coi cugini delle altre regioni. Sicuramente non è facile, ma ci possiamo riuscire, l'Emilia ha risorse notevoli. Devo dire che i cappelletti sono uno stimolo notevole… quelli della Baracchi (la mamma, ndr) poi, sono la mia droga!».

Ha riscosso successo tanto da aggiudicarsi l’Oscar del musicista di matrimoni: ha mai pensato di lasciare Novi?

«Con il mio camper ho viaggiato l'Italia in lungo e in largo, devo ammettere che amo molto la mia terra, ma ciò che amo di più sono i luoghi che mi legano alla mia famiglia, la cosa più importante in assoluto. Io adesso di famiglie ne ho ben due, quella da cui sono nato e quella musicale di cui Ciccio e Greta sono parte fondamentale: loro ci sono sempre, anche nei momenti difficili! Amo vivere nel mio ambiente, lo hanno costruito mio padre e i miei zii con sudore e sacrifici, amo vivere tra i mobili intarsiati che il babbo mi ha lasciato, lo so che sono solo oggetti, ma parlano di lui e di noi, non sarò legato a doppio filo con Novi in sè, dato che la mia famiglia paterna è originaria di Correggio, mentre quella materna di Carpi, ma sono legato alla mia famiglia e a Novi ci sono nato».

Lei è anche socialmente impegnato: si è battuto perché il cinema Ariston di San Marino rimanesse aperto. Quali sono le altre battaglie che sta combattendo in questo senso?

«I luoghi sono importanti, per me lo sono tanto, io ho mosso i miei primi passi all'Ariston. Bisogna combattere per le cose importanti. Magari non serve a niente ma se non ci provi non puoi sapere. Con l'Ariston è andata bene e non immagini quanto io ne sia felice. Devo dire che oltre a salvare teatri io cerco, ogni santo giorno, di salvare la musica dal vivo, cerco di portarla ovunque, la mia lotta contro le basi musicali finte e la musica “dal morto” (espressione per intendere il playback ndr) è costante, è la nostra missione. Anzi, piuttosto che la musica dal morto, preferisco la musica “per il defunto”.

Sembra una battuta, ma ultimamente ho cantato persino in alcuni funerali, anche di personaggi illustri per il nostro territorio, e devo dire che salutare qualcuno che ci ha lasciato, cantando per lui e per le persone a lui care, è davvero un modo emozionante di salutare una persona, che può servire anche per elaborare il lutto. Un modo che porta a esplorare anche la tristezza, d'altra parte io partecipo sempre e soltanto a momenti di immensa gioia, continuamente. L'unica cosa che hanno in comune tutti questi momenti sono le lacrime... Non ci avevo mai pensato». —


 

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