Vigili e carabinieri chiudono negozio di vicinato in via Piave
L’attività è stata trovata priva dell'autorizzazione ad esercitare Sequestrata merce perché non tracciabile Tra i clienti due pregiudicati
È stato chiuso l’altro pomeriggio il negozio di vicinato situato in via Piave: l’attività era priva dei titoli per poter esercitare come è emerso durante i controlli congiunti effettuati dalla Municipale e dai carabinieri.
I controlli congiunti da parte dei militari dell’Arma e del nucleo del commercio della Municipale all’esercizio commerciale erano scattati dopo le segnalazioni da parte di residenti della zona che lamentavano problematiche igieniche e frequentazioni arrecanti molto disturbo. La questione era stata anche posta nell’ambito del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Nell’esercizio commerciale aperto da nemmeno due mesi, gestito da una donna italiana e frequentato quasi esclusivamente da persone straniere, al momento dei controlli era presente, non la titolare 42enne, ma la madre di nazionalità ghanese, ugualmente impegnata nel negozio.
Presenti anche otto clienti che sono stati identificati, tra loro sono risultati esserci anche due pregiudicati. Se a un ulteriore controllo, dovesse emergere nuovamente la presenza di pregiudicati nell’esercizio, ne sarà data comunicazione al Questore che potrà prendere provvedimenti in merito. Dai controlli amministrativi è anche emerso che la documentazione relativa alla Scia di inizio attività non è conforme essendo stata richiesta dagli uffici comunali l’integrazione di un documento mai presentato; quindi l’autorizzazione ad esercitare non c’era e il negozio non avrebbe dunque potuto aprire. Si è pertanto proceduto alla chiusura dell’esercizio e alla verbalizzazione della violazione per attività abusiva che comporta una sanzione amministrativa dell’importo di 5mila euro. L’attività potrà essere riaperta solo una volta integrata la documentazione. Infine, il controllo della merce sugli scaffali ha portato a riscontrare ulteriori irregolarità. Sono state infatti poste sotto sequestro un centinaio di confezioni di prodotti alimentari e bevande, soprattutto carne in scatola, prive di indicazioni in lingua italiana, obbligatorie per la commercializzazione, come prevede la normativa generale. —
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