Il coro irlandese Anúna in Italia dopo 20 anni «Magica accoglienza»
Ricevimento in sala consiliare per il gruppo di Dublino Inizia la masterclass di canto con iscritti anche dal Giappone
PAVULLO Ricevimento d’onore in sala consiliare ieri pomeriggio per il gruppo irlandese degli Anúna appena arrivato a Pavullo per dare vita da oggi alla tre giorni di masterclass che ha calamitato iscritti da tutta Italia e da Giappone, Cina e Germania.
Tutti qui per imparare dall’affascinante approccio al canto che ha reso celebre il gruppo: l’approccio “naturale” che rifiuta impostazioni didattiche per cercare l’espressione profonda della melodia legata solo al respiro. Ma c’è molta attesa anche per i due concerti che il gruppo terrà per la prima volta in Italia dopo più di 20 anni: a Modena domani sera alle 21 nella chiesa di Sant’Agostino (biglietti in prevendita su www.eventbrite.it a 10 euro) e sabato sera a Pavullo in San Bartolomeo (offerta libera).
Nel gruppo è stato preso anche il pavullese Massimo Orlandini (direttore dei Voxtone) che ieri ha fatto da interprete assieme a Sara Di Bella, l’italiana (siciliana) degli Anúna. «Il vostro coro è uno strumento di rara bellezza, che ha solcato arene di tutto il mondo regalando emozioni indelebili» ha detto il sindaco Luciano Biolchini. «Con il vostro arrivo ci date la possibilità di esplorare il mondo del canto tradizionale irlandese: non vedo l’ora di ascoltarvi sabato in San Bartolomeo, e invito i pavullesi a non perdere questa grande opportunità. Avervi qui per noi è motivo di orgoglio e felicità: ringrazio Ivana Bernardoni per l’eccezionale lavoro organizzativo che ha fatto per regalarci questa bellissima e importantissima esperienza. Benvenuti: mi auguro che vi piaccia la nostra piccola ma accogliente cittadina». «È un grande piacere per noi essere di nuovo in Italia dopo tanto tempo, grazie alla vostra comunità così accogliente» ha risposto Lucy Champion degli Anúna, responsabile della scuola di canto. «È la musica che ci ha uniti da tutte le parti del mondo: siamo felici di poter condividere la nostra cultura con voi e di imparare dalla cultura italiana». Quindi il regalo: l’esecuzione, solo voci, in piedi nella sala, del brano Geantraí della tradizione irlandese più gioiosa. —
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