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Lara Maistrello: «Scompaiono troppi insetti: l’uomo dipende anche da loro»

Laura Solieri
Lara Maistrello: «Scompaiono troppi insetti: l’uomo dipende anche da loro»

Gravi rischi per il nostro ecosistema: piccola guida su cosa può fare ognuno di noi «Basterebbe introdurre in parchi, terrazzi, orti e giardini piante che li richiamano»

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MODENA. L’umanità dipende strettamente dalla natura, di cui gli insetti sono parte integrante: se continuiamo ad agire come stiamo facendo, sarà poi il nostro turno per la prossima estinzione. Lo studio Sánchez-Bayo and Wyckhuys 2019 riporta che è in atto un declino globale degli insetti sia in termini di biodiversità che della loro biomassa.

«Si calcola che ogni anno a livello globale vada perduta circa il 2,5% della biomassa di insetti, fatto molto grave se si tiene conto che gli insetti rappresentano circa il 45% della biomassa degli animali terrestri. Siamo di fronte alla più grande estinzione di massa sulla Terra dai periodi Cretaceo e Permiano – spiega Lara Maistrello, ricercatrice abilitato a Professore Ordinario in Entomologia Generale ed Applicata presso l’Università - Lo studio riporta che i più a rischio sono gli insetti degli ecosistemi acquatici come Libellule, Effimere, Tricotteri e Plecotteri dove il 33% delle specie è minacciato di estinzione».

Tra le specie terrestri il 28% è a rischio e i più vulnerabili sono Lepidotteri (falene e farfalle), Coleotteri e Imenotteri (Api, bombi e vari apoidei selvatici). Impressiona il fatto che a scomparire non siano solo specie con nicchie ecologiche molto specifiche e ristrette, ma anche diverse specie generaliste un tempo molto comuni. Lo scenario che si prospetta è quindi catastrofico, visto che gli insetti nel mondo sono alle base di tutte le catene alimentari degli ecosistemi terrestri e di acqua dolce . «La realtà modenese rispecchia in tutto e per tutto quanto sta accadendo a livello globale – dicono Maistrello e il Gruppo Modenese di Scienze Naturali - Diverse specie una volta comuni sono ora scomparse. Per fare spazio all’agricoltura intensiva, la distruzione degli ultimi boschi planiziali ha portato alla scomparsa di intere comunità di insetti saproxilici, e la eliminazione dei prati stabili in pianura e collina, combinata con gli sfalci precoci ha portato al declino di tantissime specie soprattutto di farfalle, come i bellissimi macaoni. La scomparsa di bestiame al pascolo ha portato automaticamente alla scomparsa degli scarabeidi stercorari». Ma bisogna cercare di essere ottimisti: i parchi urbani, possono diventare oasi di biodiversità e noi possiamo contribuire a favorire diverse specie di insetti piantando nei nostri terrazzi, orti e giardini piante che li richiamano, come carote e finocchi selvatici, margheritoni, leguminose. —
 

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