Posta in cronico ritardo Si perdono i contributi Il sindaco va in Procura
MONTESE. Un esposto in Procura per interruzione di pubblico servizio. È quello che ha annunciato ieri il sindaco di Montese Luciano Mazza ai vertici nazionali e locali di Poste Italiane, e per conoscenza al prefetto Paba. Non si tratta di semplici disservizi, ma anche di danni subiti da persone e aziende per missive recapitate in ritardo.
Due i casi emblematici citati: il primo è datato 1 febbraio, quando il Comune ha spedito alle persone interessate, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, una lettera di convocazione per un incontro fissato in municipio per l’8. «Come risulta dalla tracciabilità della spedizione - accusa Mazza - la consegna della lettera è avvenuta oltre il tempo utile per partecipare alla riunione».
Ben più grave, e paradossale, il secondo caso: un mese per recapitare una missiva nello stesso paese. Correva infatti il 10 dicembre quando il Comune notificava a un residente l’ammissibilità a un contributo della Regione per danni legati a recenti episodi di maltempo. Il beneficiario entro e non oltre il 31 dicembre avrebbe dovuto predisporre la documentazione necessaria ai fini dell’effettivo riconoscimento del contributo. «Nonostante la comunicazione fosse stata spedita il 10 dicembre, Poste Italiane ha recapitato la lettera il 4 gennaio, oltre i termini perentori imposti dalla Regione. Per tale motivo l’interessato, nonostante la nostra intercessione, perderà il contributo richiesto» fa sapere Mazza.
«Ancor più gravi – continua - sono le conseguenze che subiscono le piccole medie imprese del territorio e i cittadini che, addirittura, si vedono recapitare in ritardo comunicazioni sanitarie inerenti alle visite mediche e alle vaccinazioni. La situazione è insostenibile: preso atto dell’inutilità delle nostre segnalazioni e degli incontri effettuati con i referenti locali, sfiniti dalle promesse mai mantenute, siamo a ribadire con forza l’illegittimità dell’operato di Poste Italiane e a fare presente che il Comune provvederà a informare la Procura per interruzione di pubblico servizio». —
D.M.
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