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La tragedia di largo montecassino 

Sul piccolo Giacomo solo traumi da caduta

C.G.
Sul piccolo Giacomo solo traumi da caduta

I primi esiti della doppia autopsia sul bambino e zia Silvia precipitati dal decimo piano in circostanze ancora oscure

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È stata una lunga giornata all’Istituto di Medicina Legale di Modena. Il medico Legale Anna Maria Santunione, incaricata per una perizia dal pm Maria Angela Sighicelli, ha iniziato la doppia autopsia sui corpi di Silvia Pellacani, 47anni, e di Giacomo, 5 anni, figlio di suo fratello, entrambi precipitati dal decimo piano del condominio di largo Montecassino domenica sera verso le 18.30. Da un primo esame, il responso è che sono entrambi deceduti per “politraumismo da precipitazione”. Giacomo non presenta altri segni oltre a quelli della caduta. Sono stati prelevati tessuti e sono stati presi campioni specifici per l’esame tossicologico. Tutti reperti forensi che saranno portati nei laboratori di via del Pozzo per essere sottoposti ad esami (a volte lunghi). Serviranno a chiarire soprattutto se zia e nipote avevano ingerito o inalato sostanze particolari. Lo scopo, ovviamente, è capire quale fosse il loro stato fisico al momento della tragedia.

Il lavoro maggiore riguarda però l’esame dei corpi. Dall’analisi di Silvia, ci si aspetta poco o niente. Da Giacomo invece, come già detto, si cerca di capire se avesse avuto traumi fisici o ferite riconducibili a qualche violenza precedente alla caduta: la Procura ha chiesto infatti di controllare questo aspetto per escludere che il bambino fosse già deceduto prima della caduta. Ipotesi che allo stato attuale, come detto, è improbabile. Non è noto quando terminerà la doppia autopsia. Solo quando il medico legale l’avrà dichiarata esaurita, in ogni caso, il magistrato potrà restituire i corpi ai familiari per il funerale.

Da un punto di vista investigativo, il caso pare avviarsi alla conclusione. L’ipotesi principale resta l’omicidio-suicidio: Silvia avrebbe preso in carico da sua madre il nipotino spiegando che voleva fare una passeggiata con lui e invece l’ha portato a casa sua, ha chiuso la porta e si è lanciata dal decimo piano col bambino. L’ipotesi in subordine, ma non presa in considerazione dagli investigatori, è la disgrazia: il piccolo Giacomo è andato in balcone, si è sporto troppo, è caduto ed è precipitata anche Silvia nel tentativo di afferrarlo. Resta in ogni caso importante la testimonianza dell’inquilino del secondo piano del palazzone: ha raccontato che domenica pomeriggio, intorno alle 18.30 ha sentito un primo botto forte e cinque o sei secondi dopo un secondo tonfo altrettanto forte e uguale al primo.

I corpi dei due sono stati trovati mezz’ora dopo tra due fioriere al lato del palazzo. Questo è tutto ciò che si sa. Silvia non ha lasciato nessun messaggio, né scritto né video. —

C.G.

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