Gazzetta di Modena

Modena

Gli imprenditori sentinelle ai Torrazzi «Grazie a noi arrestati molti ladri»

Stefano Totaro

I titolari delle ditte fanno i “turni” per proteggere le attività «Gruppo nato in ottobre, ma il Comune ci ha dimenticato»

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Sono veterani della sicurezza ma il congedo per loro non esiste davvero. Hanno subìto assalti su assalti, le loro attività sono state ferite e le cicatrici si sono susseguite ad altre nel tempo, ma ciononostante non hanno mai mollato, come del resto fanno gli imprenditori veri, quelli che il lavoro, con le sue insidie e le sue gratificazioni, ce l’hanno nel sangue. C’ è chi ha passato notti in azienda, chi tuttora gira e rigira nei fine settimana per monitorare ed evitare sgradevoli visite, chi abita circondato dai capannoni i e non può non sentire gli inconfondibili suoni dei flessibili e delle spaccate. Queste persone, a forza di confrontarsi, si sono unite, hanno creato dapprima una chat durante l’estate scorsa, poi hanno voluto fare il salto di qualità, facendo nascere il Gruppo di controllo del vicinato, confluendo sotto l’egida della Municipale, entrando nella rete dei Cdv modenesi. Sono gli imprenditori dei Torrazzi, la zona produttiva, «quella che con le sue oltre settanta attività piccole e grandi rappresenta una delle punte dell’economia locale. Abbiamo deciso di proteggere il nostro lavoro e come tale l’occupazione, gli indotti, il sistema che sta dietro alle nostre imprese. Così facendo proteggiamo noi stessi, i nostri dipendenti, quelle 18 famiglie che vivono in questo quadrilatero compreso tra la via Nonantolana e le tangenziali». A parlare i tre promotori, Emanuele Ceselli (Simac), Antonio Mascolo (Elettrogalvanica modenese snc), Umberto Venturi (Unicolor snc), che spiegano che «siamo arrivati già a trenta partecipanti al gruppo, la rete è piuttosto buona ma abbiamo un problema che speriamo si risolva in fretta»

Il problema è che il gruppo sembra essere stato abbandonato. Dopo gli incontri, dopo la nascita ufficiale e con nomina del coordinatore, dopo le prime chattate con segnalazioni opportune alla Municipale, tutto si è fermato, come se la linea si fosse bruscamente interrotta. «Nonostante siamo comunque attivi da molto tempo - riferiscono i coordinatori - siamo ufficialmente nati in ottobre ed ora è marzo. Non abbiamo ricevuto nessun cartello con il logo del controllo del vicinato e, si sa, questa segnaletica è un deterrente in più. Inoltre non c’è sbocco finale alle nostre segnalazioni, non c’è contatto diretto con la Municipale, col referente che ci era stato indicato. Se per caso fosse cambiato, beh, allora sarebbe opportuno saperlo. Abbiamo inviato una segnalazione di un furto di auto in una carrozzeria e tuttora non c’è risposta». Se dunque il meccanismo si è inceppato, questo non distrae il gruppo dal continuare il controllo della loro zona. «Qualche giorno fa - ricordano - alcuni ladri sono stati arrestati mentre effettuavano un colpo e la segnalazione alla polizia è partita da qualcuno del gruppo che aveva visto qualcosa di strano». Emanuele, Antonio ed Alberto spiegano: «Qui ci diamo una mano, ormai ci conosciamo tutti. Gli assalti ai nostri capannoni o ai negozi vengono fatti di sera e sopratutto nel fine settimana. Noi, così come altri che lavorano qui, non lasciamo vuota la zona. Al sabato qualcuno va comunque in ditta così come alla domenica, anche perché c’è sempre qualcosa da fare, da portare o da prendere. Lo stesso facciamo di sera e a volte di notte. Così facendo è come se facessimo dei turni, ci facciamo vedere in zona, lungo la strada. Osserviamo, ci passiamo le informazioni, ci aiutiamo». «E funziona - ammettono - questa opera di prevenzione ha fatto sì che ora vediamo meno giro, meno presenze». Il sogno? «Le telecamere -dicono all’unisono - non dovrebbe essere un sogno, perché si tratta di un patrimonio. Le telecamere collocate in modo opportuno ai vari accessi in entrata e in uscita ai Torrazzi sarebbero una mana per tutti». —



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