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le testimonianze 

«Ho passato notti in capannone ora posso contare sugli amici»

I titolari delle ditte spiegano: «Da quando ci aiutiamo e abbiamo fatto rete sono diminuite le presenze di chi si aggira per derubare»

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«Ho passato delle notti chiudo dentro ai vari capannoni. Solo nel 2016 mi avranno fatto almeno una decina di furti. Dovevo capire, dovevo difendermi e l ho fatto con denunce e allarmi. I ladri puntano al rame, entrano, spaccano, svuotano, portano via quello che trovano. Ora sanno che non appena suona l'allarme esterno io arrivo. Abito a Nonantola ma ci metto poco. A volte noto che fanno delle prove, per vedere se davvero io appaio in ditta. Io ci sono e adesso posso contare anche sugli altri». Emanuele, titolare della Simac, racconta di come, nel tempo, lui e gli altri imprenditori abbiamo affinato il modo do osservare la loro zona, mettendo in pratica i principi del controllo del vicinato. «Ci diamo da fare per essere presenti quando la zona diventa un deserto e i ladri hanno vita facile. Ci sono le famiglie, ci siamo noi che giriamo che andiamo e torniamo. Se vediamo un cancello - dicono Emanuele, Antonio e Umberto - che non è stato chiuso mandiamo subito n messaggio, facciamo girare le foto delle auto che si aggirano, in modo che tutti sappiano e siano preparati».

In effetti il meccanismo è ormai una costante. «In ditta arrivano uno o due nomadi che chiedono se abbiamo qualche scarto , del rame o altri metalli per loro - raccontano - entrano nel capannone o nel cortile, e così è come se passassero ai raggi x l’azienda. Vedono cosa c’è da rubare, dove è l’allarme e dove sono gli uffici. Ci provano e ci riprovano, facendo il tour per tutti i Torrazzi. Appena avvistiamo qualche loro auto diamo già in allarme e avvisiamo le forze dell’ordine».

«Spesso abbiamo delle piccole effrazioni o dei furti che in sé sembrano di poco conto - rifioriscono - ma la sparizione del computer dall'ufficio , con contabilità, clienti, ordinativi e quant’altro, è un danno norme mentre per il ladro quello che ha in mano vale si e no 20 euro. Poi ci sono le spese, il continuo cambiare catene, vetrate e serrature. Diciamo a tutti, specie ai piccoli artigiani, che è giusto denunciare comunque anche il piccolo danno o il tentativo di furto, ma ci sono parecchie difficoltà: perdere una mattinata intera all’ufficio denunce non è una grande prospettiva. E la possibilità di fare la denuncia on line non c’è più, “non funziona” dicono le forze dell’ordine. Così non va certo bene».

Segnalare, denunciare e anche proteggersi. «A volte davvero basta solo farci caso - dicono - mettere dei pallet accatastati vicino ad una finestra, per quanto molto alta, costituisce “una scala”, un invito ai ladri. L’allarme? Meglio mettere quelli esterni, perché una volta che il ladro è dentro sei già fregato». —

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