I viaggi della speranza Migliaia di chilometri pagando 5mila euro
Appuntamenti con i migranti al valico di Kakavia e Brindisi Famiglie con figli piccoli trasportate anche in Nord Europa
Ahmet ha 3 anni, Alì ne ha appena compiuto uno quando iniziano il loro viaggio della speranza. Sono con mamma e papà che per offrire loro una vita migliore sono pronti a pagare 30mila euro per raggiungere l’Europa. Ahmet e Alì salgono in auto con Ramazan Sayman e arrivano in Italia, a Brindisi dopo aver attraversato l’Adriatico con il traghetto. Ma il loro sogno si interromperà per un controllo alla frontiera: hanno documenti falsificati e così la famiglia viene immediatamente reimbarcata per la Grecia.
Ma i carabinieri di Carpi di Ahmet e Alì ne scoprono tanti altri, ascoltano le loro storie mentre intercettano i trafficanti di uomini. E talvolta annotano anche qualche scampolo di tenerezza tra i passeur come quella volta che Salvatore Di Clemente disobbedisce agli ordini e in una fredda notte di ottobre ritarda il rientro a Carpi per attendere una staffetta a cui affidare anche due bambini. È ormai al Brennero il fabbro originario di Matera ma si fa intenerire. Di Clemente è però anche bramoso di denaro, non gli bastano i mille euro che incassa con un solo giro. Mentre torna in città è già al telefono per organizzare un nuovo trasporto: ha appena finito di guidare per oltre mille chilometri che si prepara a ripartire per Brindisi dove lo attendono altri migranti da sfruttare.
Viaggi che arrivano a costare anche 5mila euro a persona a seconda di quale sia la destinazione da raggiungere (solitamente la Francia o la Germania) e i documenti che occorrono visto che Sayman è in grado di trovarne in Grecia attraverso i suoi contatti criminali.
Quando il trasporto via mare inizia ad essere pericoloso - l’arresto di Anderson “Pablo” Borghi mette tutti in allerta - e sfumata la possibilità di attivare una tratta con un peschereccio, ecco l’imposizione dei viaggi su terra che attraversano Austria, Slovacchia, Croazia, Montenegro e Albania fino in Grecia. L’obiettivo è passare la frontiera di ritorno di notte, ma la polizia greca e albanese non si fa sorprendere e respinge più volte i trafficanti con a bordo i migranti intimoriti.
«Il gruppo fermato - spiega il capitano dei carabinieri, Alessandro Iacovelli che ha ringraziato la polizia di Turchia, Grecia e Albania per la collaborazione - ha dimostrato grande disinvoltura nel trovare nuove strade per garantirsi notevoli guadagni, ma anche nel superare fasi di difficoltà quali possono essere l’arresto di un sodale o i controlli alle frontiere italiane e i respingimenti verso la Grecia». —
F.D.
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