Monumento ai migranti «Un dovere esserci»
Domenica a Porta nord il taglio del nastro con una signora giunta a Modena da Napoli bambina nel secondo dopoguerra
Ricorda il significato delle migrazioni per il nostro territorio, a partire dalla Bassa e dall’Appennino, e ribadisce che i costi (12mila euro compreso il trasporto) sono ben diversi da quel milione e 800mila euro che i siti di “fake news” hanno diffuso in tutto il Paese. E soprattutto invita tutti i consiglieri comunali a partecipare a un evento al quale tiene particolarmente: l’inaugurazione dell’opera, appunto, che da domenica ricorderà a tutti i cittadini e i viaggiatori che passeranno per la Porta nord il legame tra Modena e le migrazioni. Con una comunicazione al Consiglio comunale di ieri pomeriggio, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha illustrato le ragioni che hanno portato all’allestimento della scultura “Le pietre per parlare”, che domenica alle 10.30 sarà inaugurata nel piazzale della stazione ferroviaria di Porta nord. Donata a Modena dal Comune di Fanano, l’opera artistica è stata promossa dall’associazione Urban Stone Sculpture Park di Fanano con l’intervento di 17 artisti, coordinati dall’ideatore del progetto Andrea Capucci, che sarà presente alla cerimonia insieme al sindaco di Modena, al primo cittadino di Fanano Stefano Muzzarelli, all’assessore fananese alla Cultura Maria Paola Guiducci e al presidente dell’associazione Ussp Elia Sargenti. «La scultura - ha spiegato Muzzarelli in aula - è innanzitutto un monumento alla storia d’Italia e alla storia degli italiani, che in ondate successive, dalla fine dell’Ottocento al Novecento, hanno lasciato la patria per cercare riscatto e fortuna in Francia, Belgio, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Argentina, Cile, Australia, e in tanti altri Paesi dell’Europa e delle Americhe». Per il sindaco, quindi, si tratta di «un monumento che ci tocca da vicino, perché la nostra montagna e la Bassa modenese in particolare hanno pagato alle migrazioni un alto tributo. E ci tocca da vicino - ha aggiunto Muzzarelli - perché le migrazioni le abbiamo vissute in patria, dal sud al nord, e proprio per sottolineare questa nostra storia, il monumento sarà inaugurato da una “bimba napoletana” che fu accolta a Modena nel secondo dopoguerra, quando il cuore dei modenesi, in lotta contro la miseria e impegnati nella ricostruzione, batté più forte di ogni egoismo». A tagliare il nastro della scultura, infatti, è stata invitata la signora Maria Rosaria La Porta, bambina proveniente da Napoli che venne accolta a Modena, dove vive tuttora. Il primo cittadino ha concluso ribadendo l’invito a tutti i consiglieri a partecipare : «Abbiamo il dovere morale, prima ancora che politico, di dare ampio risalto all’appuntamento - ha concluso - di arricchire Modena di un’opera di così alto valore simbolico e di farlo, spero, rappresentando in quel luogo tutta la democrazia modenese». —
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