Trafficanti di uomini con base in città Sette arresti per la tratta verso l’Italia
Andavano in Grecia e accompagnavano in auto intere famiglie turche: una dozzina di viaggi in tre mesi. Valore 50mila euro
Viaggi della speranza che arrivavano a costare anche 30mila euro per tentare di offrire ai propri figli piccoli una vita migliore. Viaggi che partivano da Carpi con direzione la Grecia e i porti di Atene e Igoumenitsa dove i trafficanti di migranti caricavano in auto padri, madri e bambini per tentare di farli entrare in Italia o tramite le navi dirette a Brindisi e Bari oppure addirittura con infinite rotte via terra attraverso l’Albania e l’ex Jugoslavia. Ma quel business, quantificato in almeno 50mila euro, è stato interrotto all’alba dai carabinieri della Compagnia di Carpi che agli ordini del capitano Alessandro Iacovelli e coordinati dai pubblici ministeri Stefano Orsi e Giuseppe Amara hanno arrestato cinque persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’ingresso illegale di cittadini stranieri in Italia e in Europa. Ma nella rete dell’Arma sono finite anche altre due persone per possesso di armi e cocaina.
L’ASSOCIAZIONE
Via Guaitoli, via Menotti e via Volta: è il triangolo del centro storico di Carpi dove il gruppo vive e definisce le strategie. Ed è presso il bar Eternity, di proprietà del 45enne Antonino Calabrò, il secondo della scala gerarchica, dove si tengono gli incontri in cui vengono programmati i viaggi verso la Grecia e tenuti i contatti con i trafficanti carpigiani. A gestire il tutto è il 40enne turco Ramazan Sayman, il deus ex machina dell’organizzazione: «soggetto di straordinaria caratura criminale» lo definisce il gip Alberto Gamberini. È lui ad avere i contatti in Turchia, da dove proviene la stragrande maggioranza dei migranti, in Grecia dove riesce anche a procurare documenti falsi e addirittura nel nord Europa meta finale per diversi vittime della tratta. Ci sono poi i trafficanti, ossia coloro che si occupano del trasporto dei passeggeri: il 22enne Anderson “Pablo” Borghi, il 47enne Salvatore Di Clemente, il 54enne Celil “Angelo” Tarhan oltre al 33enne Francesco Giampietro che addirittura si adopera - senza che il piano vada a buon fine - per trovare un’imbarcazione utile al trasporto via mare, attraccata a Trebisacce (Cosenza), evitando quindi i traghetti di linea.
L’indagine dei carabinieri è stata molto rapida e conclusa anche grazie all’ausilio delle intercettazioni telefoniche attraverso cui alcuni sprovveduti sodali hanno indirettamente svelato il progetto criminale, e nonostante Calabrò invitasse a dialogare il meno possibile al cellulare. Tutto inizia a fine estate 2018 quando gli investigatori, che stanno indagando su un’estorsione, captano le prime conversazioni e in appena sei mesi riescono a delineare almeno una dozzina di viaggi verso la Grecia e il nord Europa avvenuti tra la metà di settembre e l’inizio di novembre. —
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