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i retroscena 

Un peschereccio pronto Sequestrati un fucile, cocaina e passaporti falsi

Un peschereccio pronto Sequestrati un fucile, cocaina e passaporti falsi

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Il gruppo aveva pensato a strutturarsi ancora meglio rispetto al metodo ormai oliato e “senza soluzione di continuità” come scrive il gip. Voleva portare in Italia più stranieri possibili tanto che a Trebisacce aveva anche tentato di acquistare un peschereccio per trasportare almeno trenta migranti per volta. Un piano a conoscenza dei capi, pronti a finanziare almeno un paio di viaggi per testare la nuova strategia. In parallelo sono continuati anche i trasporti sui traghetti di linea e via terra con documenti contraffatti. Gli immigrati, a fronte di un cospicuo pagamento, venivano infatti dotati di passaporti falsi, spesso riportanti il “visto Schengen” in modo da superare senza problemi la frontiera soprattutto se di fronte a poliziotti distratti o da corrompere inserendo 100 euro tra le carte. Alcuni documenti sono stati ritrovati anche durante le perquisizioni di ieri mattina a Carpi: matrici greche contraffatte, ma necessarie per chiedere l’asilo politico appena sbarcati in Italia, passaporti falsificati e anche biglietti dei traghetti pronti all’uso. Si erano specializzati i passeur per evitare contrattempi come quello capitato a Pablo Borghi, arrestato in Grecia dalla Capitaneria di Porto per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. In auto aveva dei migranti con documenti irregolari e è stato costretto a rimanere in carcere alcuni giorni prima di poter rientrare in Italia senza però la vettura, sequestrata a Igoumenitsa.

Ma nel blitz di ieri i carabinieri hanno anche scoperto alcuni affari illeciti finora non contestati. È il caso di Francesco Giampietro, che non sarebbe dovuto essere arrestato ma nella cui abitazione di via Menotti custodiva (sotto il lavandino) un fucile a canne mozze e mezzo chilo di cocaina in concorso con Ladim K., 36enne albanese suo coinquilino e anch’egli trasferito in carcere. —

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