A Modena si spreca un terzo dell’acqua che scorre nei tubi
Cittadinanza attiva mette in evidenza alcune criticità Spendiamo 393 euro l’anno: siamo la provincia meno cara
In media in Emilia-Romagna l'acqua del rubinetto costa di più. Ma se ne spreca di meno rispetto al resto d’Italia. Anche se non mancano differenze, pure marcate, tra le varie province. In sintesi è questa la fotografia scattata dall’osservatorio prezzi di Cittadinanzattiva, nella sua indagine sui costi sostenuti nel 2018 dalle famiglie italiane per il servizio idrico. Per quanto riguarda la dispersione idrica, il dato medio in Emilia-Romagna si attesta intorno al 28% rispetto al 36,4% della media nazionale, in lieve aumento rispetto al quinquennio precedente (era il 27,3% sul 2013-2017). Ma anche in questo caso, ci sono differenze rilevanti tra le province. In cima alla classifica c'è Ferrara, dove va disperso il 40% dell'acqua che scorre nelle tubature. Seguono Parma (38,4%), Modena (35,4%), Bologna (28,4%), Forlì (27,2%), Rimini (25,2%) e Ravenna (22,2%).
Le perdite minori si registrano a Reggio Emilia (18%) e Piacenza (17,6%). Sul fronte delle tariffe, invece, il dossier prende come riferimento una famiglia tipo, composta da tre persone e con un consumo medio di 192 metri cubi di acqua all'anno. In Emilia-Romagna, in media la spesa idrica nel 2018 arriva a 511 euro annui, rispetto ai 426 euro della media nazionale. La bolletta è più salata rispetto all'anno precedente (+1,2%). Non mancano le differenze tra un territorio e l’altro. Modena risulta ad esempio la provincia più economica (393 euro), seguita da Bologna (402 euro) e Piacenza (435). All'opposto Ravenna, che è la più cara con una spesa annua di 606 euro, seguita da Forlì-Cesena (590 euro), Parma (542) e Rimini (534 euro). Rispetto al 2017, gli aumenti più sostenuti delle tariffe idriche in regione sono stati registrati in Romagna, in particolare a Rimini, con un incremento record di quasi il 7%. Intorno al 4% invece i rincari a Ravenna e Forlì-Cesena. Al contrario, la riduzione maggiore si è registrata a Ferrara (-6,9%) e a Bologna (-4,2%). secondo Cittadinanzattiva, basterebbe «qualche accorgimento» per ridurre i consumi da 192 a 150 metri cubi all'anno, con un risparmio del 26% (134 euro). Ad esempio: sostituire una volta su due la doccia al bagno (risparmio di 4,5 metri cubi); riparare un rubinetto (-21 metri cubi); usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (-8,2 metri cubi); chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti (-8,7 metri cubi). —
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