Cassonetti per i vestiti, Hera dona 23mila euro per lo sport
La multiutility acquisisce la gestione della raccolta, ma i proventi vanno al sociale Contributi alle famiglie in difficoltà per sostenere l’attività atletica dei loro figli
Risolto un “mistero” che aveva messo in allerta, e fatto discutere, molti sassolesi.
L’argomento è quello dei cassonetti per la raccolta, il trasporto e la valorizzazione dei vestiti usati, che da qualche tempo, tramite un appalto, sono stati affidati in tutti i Comuni della Provincia ad Hera.
Le prime polemiche sono sorte immediatamente dopo questa novità, che ha lasciato interdetti molti di quelli che erano abituati a leggere sui contenitori che la gestione era in mano alla Caritas e all’Unione Italiana Ciechi.
Nonostante a suo tempo fosse stato specificato che la multiutility non avrebbe incassato nessun beneficio economico dall’attività e che anzi avrebbe messo tutti gli utili derivanti a disposizione delle amministrazioni comunali, che a loro volta li avrebbero utilizzati per opere di bene, però, non sono stati pochi i dubbi dei sassolesi e diversi cittadini hanno “storto il naso”, criticando la decisione di mettere un’azienda a capo di una raccolta nata per essere no profit e d’aiuto ai più bisognosi. Tra chi sospettava che Hera avrebbe ugualmente tenuto i ricavi e chi ha lanciato appelli consigliando di portare gli indumenti direttamente all’interno di ospizi, Case famiglia o centri di raccolta specializzati, adesso è arrivata una notizia che potrebbe finalmente calmare le acque e convincere anche i più sospettosi della buona fede che sta dietro al tutto.
Il denaro ricavato, infatti, a Sassuolo verrà utilizzato dall’amministrazione per dare un contributo all’attività sportiva dei giovani under 14 che vivono in famiglie con particolari condizioni di difficoltà economica. Tutti i proventi saranno quindi messi a disposizione per sostenere il progetto “Sport Anch’io”, avviato in fase sperimentale per il biennio 2019-2020.
«Le difficoltà economiche di molte famiglie - ha spiegato l’assessore allo Sport Giulia Pigoni - le porta a non iscrivere i figli alle attività sportive, considerate come delle opzioni non essenziali a cui si può rinunciare. Noi siamo convinti che lo sport, soprattutto per i più giovani, non sia solamente attività fisica, ma anche e soprattutto socialità e formazione: li aiuta ad imparare le regole del vivere insieme, li spinge a dare il massimo nel rispetto degli altri e di se stessi. Uno straordinario veicolo sociale a cui non si può rinunciare: per questo abbiamo deciso di destinare i proventi di quel servizio allo sport attraverso i contributi alle rette d’iscrizione per chi non ce la fa».
Il denaro raccolto grazie ai 53 contenitori presenti sul territorio comunale ammonta a ben 22.743 euro, cifra che corrisponde a quasi 36 euro al mese “guadagnati” da ciascun cassonetto.
I fondi, per quest’anno e il prossimo, saranno infatti destinati alle associazioni sportive che operano in tutte le discipline per promuovere l’attività giovanile. Il denaro verrà erogato in seguito alla pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse da parte di società o enti di promozione sportiva con sede a Sassuolo che portano avanti attività per ragazzi tra i 5 e i 14 anni, indipendentemente dalle discipline proposte. —
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