Gazzetta di Modena

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il super manager si dimette 

Ganassi lascia Aimag per divergenze operative L’azienda lo omaggia

Serena Arbizzi

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Colpo di scena in Aimag: Paolo Ganassi, dirigente dei Servizi ambientali della multiutility, ha rassegnato le dimissioni. Un fulmine a ciel sereno per l’azienda premiata più volte per la gestione virtuosa dei rifiuti, vero e proprio fiore all’occhiello, che fin dall’inizio è sempre stato illustrato e argomentato dettagliatamente proprio da Ganassi. Il dirigente non si sbilancia sulle ragioni che lo hanno indotto a interrompere un rapporto di lavoro che andava avanti da anni.

Ma dietro le quinte trapelano indiscrezioni riguardanti divergenze con i vertici della multiutility, riguardanti il modo di condurre Aimag.

Ganassi, tuttavia, una volta uscito dalla municipalizzata con sede a Mirandola, continuerà a lavorare nello stesso settore per conto di un’altra multiutility ossia Iren. Non si tratta quindi di Hera, come ha ipotizzato qualcuno, ricordando quando accaduto con l’ex direttore generale con deleghe operative Antonio Dondi. Nel febbraio 2018, Dondi aveva lasciato Aimag per approdare nella municipalizzata bolognese nella quale ora ricopre il ruolo di direttore dei servizi ambientali. Una scelta che aveva lasciato di stucco, ricordando la spinosa questione dell’interesse di Hera verso Aimag, oggetto, nel 2017, anche di un referendum.

Aimag nel confermare le dimissioni di Ganassi e il suo trasferimento, dice che “il consiglio d’amministrazione sta analizzando la riorganizzazione della struttura aziendale con l’intento di valorizzare le risorse interne al fine di una crescita delle competenze già presenti in azienda. Aimag ringrazia Paolo Ganassi per aver contribuito, in questi anni, allo sviluppo del Gruppo, occupandosi di iniziative nel settore ambientale fra cui gli importanti risultati ottenuti nella raccolta porta a porta a tariffazione puntuale e nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti (impianti di compostaggio, la società Care, i due digestori a biometano di Fossoli e di Massa Finalese)”. —

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