«I miei genitori non lo accetteranno mai Perchè vergognarsi?»
Non mancano comunque le testimonianze provenienti da altri istituti superiori, che si sono rivolti alla pagina come prima realtà nata tra le scuole modenesi.
Un esempio potrebbe essere quello di una studentessa del Tassoni, che con la sua storia porta una testimonianza rispetto alle difficoltà che i ragazzi possono vivere nell'aprirsi rispetto alla propria sessualità: «Diciamo che non ho potuto fare coming out come speravo - racconta in un post - Mia madre ha scoperto la cosa mentre stavo con una ragazza. Non l'hanno presa per niente bene. È una cosa che loro non accettano e non accetteranno mai. Di questo mi dispiace tanto perchè il fatto di non accettarmi, di negare, di vergognarsi di me ha creato una frattura nel nostro rapporto. Per fortuna gli amici mi hanno sostenuta ed aiutata in tutto. Essere omosessuali non è una vergogna, anzi! È il nostro modo d'essere. Spero in un futuro di essere accettata dai miei, nonostante ciò è la mia vita e nessuno mi impedirà di essere me stessa».
Uno studente del Selmi scrive: «Il mio coming out è avvenuto solo con gli amici al momento, prima quelli più stretti, poi con calma mi sto allargando ad altre persone con cui sento di poter parlare apertamente e di cui posso fidarmi, mi sostengono tutti. Con i miei genitori non me la sento ancora di parlarne». —
A.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
