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Raccontare la propria omosessualità? Gli studenti lo fanno su Instagram

Agata Patanè
Raccontare la propria omosessualità? Gli studenti lo fanno su Instagram

Una pagina creata da alcuni ragazzi del liceo Sigonio presa d’assalto per dichiararsi: «Stiamo aiutando diverse persone»

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Si chiama “@sigonio_lgbt” la nuova pagina Instagram che alcuni studenti dell’omonimo liceo hanno deciso di creare per affrontare il tema della sessualità e dell’identità di genere tra gli studenti. Iniziativa dei ragazzi e non della scuola, e da subito è stato un vero successo che non ha troppi precedenti in Italia.

Un progetto recente che nasce «per raccontare storie di coming out, per permettere a ragazzi e ragazze di dichiararsi, per aiutare le persone a superare le proprie paure ed anche per ironizzare sull’argomento. Secondo me, infatti, ironizzare su un argomento permette di normalizzarlo, è il non parlarne a renderlo un tabù», racconta G., alunno del quarto anno che per primo ha ideato questo nuovo spazio virtuale che porta il simbolo della bandiera arcobaleno all’interno delle mura scolastiche.

Una realtà molto giovane, che però ha già toccato diversi studenti sia per ciò che concerne la gestione della pagina sia per ciò che riguarda coloro che, in forma più o meno anonima, li hanno contattati per condividere la propria esperienza e cercare confronto o sostegno.

«La pagina l’ho creata da solo, ma dopo una settimana o due ho chiesto aiuto ad alcuni amici per riuscire a gestire tutti i messaggi che sono arrivati, perché non sapevo bene come comportarmi - spiega ancora G. - Sono contento perché siamo riusciti ad aiutare un po’ di persone e alcune le stiamo ancora aiutando, in circa tre settimane abbiamo parlato con una decina di ragazzi dentro e fuori alla scuola. Dal Sigonio in diversi hanno già scritto, anche se in questo momento siamo davvero in contatto con una sola persona per cercare di aiutarla: quello che stiamo provando a fare è fornire sostegno morale e conforto».

Attualmente sono sei gli studenti del Sigonio che, coordinandosi in maniera autonoma, stanno gestendo questo spazio su Instagram nel tentativo anche di fornire una base per il Modena Pride, come specifica ancora G.: «Il progetto l’ho avviato anche in vista del Pride - a Modena il primo giugno ci sarà una delle tappe dei Gay Pride nazionale e sono attese migliaia di persone - perché mi piacerebbe aiutare tutti ad arrivare preparati a quel giorno, magari cercando di inserire anche un’assemblea di istituto, ne ho parlato con una rappresentante per vedere se si possa affrontare il tema prima dell’evento».

A sostenere G. nel suo progetto vi sono amici e compagni, come N., ragazza del secondo anno, che racconta: «L’anno scorso mi sono invaghita di una ragazza e per me è stato difficile affrontare questo evento: in famiglia ho fatto fatica ad introdurre l’argomento ed ogni volta che cercavo di parlare di omosessualità mia madre cambiava discorso. Forse pensava che io avessi fatto questa scelta per via dell’influenza della rete, perché ho cominciato a seguire pagine a tema lgbt e a fare ricerche, però queste informazioni sono andata a cercarle proprio per capire se quello che provavo fosse normale, per capire se fosse sbagliato. Ho iniziato facendo coming out con mia sorella, con le mie amiche, con la ragazza che mi piaceva. Quando un mio compagno di scuola ha poi creato la pagina su Instagram io subito sono voluta entrare a farne parte perché ho preso questo progetto come un obiettivo: cercare conforto e dare conforto morale a tutti coloro che si sentivano diversi o sbagliati». Vicino al progetto anche un altro studente della scuola, che con la sua esperienza abbraccia il tema del genere, sdoganando quello che è un argomento di ancora più difficile comprensione per molte persone: «Io mi considero di genere non binario. Crescendo mi sono accorto di non avere troppo in comune né con i ragazzi né con le ragazze, ma ho avuto la fortuna di avere genitori molto comprensivi che mi hanno aiutato», spiega. Il successo della pagina Instagram nasce proprio dall’aiuto che questi ragazzi stanno dando ad altri coetanei. Per parlarne, senza avere paura di sbagliare. —



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