Gazzetta di Modena

Modena

l’associazione segreta 

Tre logge a Modena e una a Carpi per il Grande Oriente

G.G.

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Gli iscritti modenesi alla massoneria, che compaiono nell’unico elenco finora disponibile, sono oltre cento, tra nati e residenti in provincia, iscritti a logge modenesi o di altre province.

Solo a Modena si conosce l’esistenza di tre logge massoniche, dai nomi evocativi, tra l’esoterico e il risorgimentale: a Modena il Grande Oriente d’Italia, una delle obbedienze massoniche, conta la “Nicola Fabrizi”, la “Borelli Menotti” e la “Fratellanza e Progresso”. A Carpi la loggia del GOI è battezzata “Alba Prospera”.

In Emilia Romagna le logge ufficiali del GOI sono una quarantina e contano poco meno di 1200 affiliati, metà dei quali a Bologna, di gran lunga la città più massonica in regione.

Nell’elenco - probabilmente incompleto e certamente impreciso - dei massoni italiani compaiono oltre 26mila nomi.

C’è di tutto: medici, avvocati, magistrati, professionisti, dirigenti pubblici, imprenditori, militari, insegnanti, notai…

Le regole cui si devono attenere i massoni nel loro percorso iniziatico, oltre alla fondamentale segretezza, paiono quelle di un mondo “a parte” che vieta, ad esempio, di parlare dell’attività della propria loggia o di denunciare alla giustizia un “fratello”. Forse per questo, e per una lunga storia di logge “deviate” o intrecciate con la criminalità mafiosa, ogni volta che in Italia si parla di massoneria non vengono in mente serate “filosofico-culturali” e iniziative per promuovere il progresso dell’umanità, ma trame e misteri. —

G.G.



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