I doni di Mirandola al suo ospedale «che va difeso»
Grande partecipazione per la visita e i ringraziamenti a privati e istituzioni che arricchiscono le dotazioni L’appello di Nicoletta Arbizzi
Quasi 200 le acquisizioni tecnologiche del Santa Maria Bianca nel 2018, molte frutto delle donazioni della comunità. Ieri all’open day all’ospedale, la cittadinanza, che ha partecipato numerosa, ha potuto visionarne alcune. La Cassa di Risparmio ha donato un sistema radiologico con tavolo mobile telecomandato e un sistema di diagnostica ossea. Avo, attrezzature e arredi delle stanze di degenza. Uildm di Modena un ventilatore polmonare. “Gli amici della biblioteca Garin” scaffali e libri per gli spazi di attesa. E poi le donazioni de “La Nostra Mirandola Onlus” che da sempre si batte per l’ospedale. L’associazione ha donato un’automedica, auto per l’assistenza domiciliare e una colonna laparoscopica con tecnologia video 4K per la chirurgia. «La nuova colonna K4 porta la precisione dell’atto chirurgico addominale ad un livello superiore rispetto alla chirurgia tradizionale», ha puntualizzato il dottor Sassi. Incassando l’accorato elogio della battagliera Nicoletta Vecchi Arbizzi, vera “anima” de “La Nostra Mirandola”, applauditissima quando ha reclamato ancora una volta la effettiva salvezza dell’ospedale. «Sono strumentazioni costose, ma è un piacere donarle al nostro ospedale - ha detto rivolgendosi al personale e ai presenti - qui ci sono dei bravi dottori, siamo in buone mani».
«Mia figlia è nata ieri ed io e mia moglie siamo stati trattati splendidamente», ha confermato un cittadino. Significativo il racconto di una donna in carrozzina: «Ho dei problemi di udito e prima dovevo andare a Finale o a Carpi, mentre ora, grazie al volontariato, posso fare tutto a Mirandola con dei servizi di qualità”. Ringraziamenti per i complimenti da parte dei medici, del direttore generale dell’Ausl Annichiarico e del sindaco Maino Benatti. —
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