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Il dolore della famiglia: «Padre e marito meraviglioso»

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Il suocero Mauro Ferrari: «Cesare e mia figlia Elena hanno cresciuto cinque figli stupendi Era rispettato, ben voluto»

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«Cesare era un padre e un marito meraviglioso».

Poche parole, ma significative, specie se dette da chi conosceva così bene l’ingegnere Cesare Ceccarini. A ricordarlo è il suocero Mauro Ferrari: «Quella che Cesare e mia figlia Elena hanno costruito negli anni è una famiglia eccezionale, cinque figli stupendi che vivono nella gioia e nell’affetto. E nella fede: come Elena e la primogenita, anche lui era catechista».

L’ingegnere 49enne morto in un tragico incidente stradale ieri al confine tra Castelvetro e Marano, era padre di cinque figli: «La più grande - prosegue Mauro - ha 19 anni, poi ci sono i tre maschi di 17, 15 e 12 anni tutti chierichetti, e la più piccola, una bambina di 10».

Oltre all’aspetto più intimo della vita del 49enne, il signor Ferrari ricorda il genero per le sue capacità nel mondo professionale: l’ingegnere Ceccarini era un imprenditore capace.

«Era un grande lavoratore, rispettato da tutti i clienti e dai suoi collaboratori: non mi viene in mente uno scontro o un sentimento di astio nei suoi confronti. Lui oltre a essere un socio nell’azienda, era in primis amico di tutti e tutti si rivolgevano a lui quando avevano dei problemi di qualunque genere. Cesare aveva la capacità di trovare le parole giuste per aiutare il prossimo, aveva questo splendido dono: era un conforto per chi cercava consigli in un momento di difficoltà. Era una qualità probabilmente dovuta alla sua grande fede religiosa. Per noi era una luce, la colonna portante di una famiglia solida e che ora dovrà farsi forza e trovare ancora maggiore unione. Preghiamo affinché mia figlia Elena riesca a portare questo peso. Io cercherò di fare di tutto per esserle accanto».

Frasi toccanti di un padre e di un nonno, che ha ancora parole d’amore verso il genero: «Tutti devono sapere quale persona eccezionale fosse Cesare».

Alla testimonianza di Mauro Ferrari, si uniscono anche quelle dei vicini («una persona fantastica») e anche quelle del sacerdote della parrocchia del quartiere Madonnina, don Franco Borsari, che ben conosceva Cesare e la sua famiglia: «Non sono nemmeno riuscito a fare l’omelia dopo aver appreso questa tragica notizia. Non ne ho avuto la forza - sottolinea - Sono sconvolto. È terribile, l’intera comunità è colpita. Era una persona meravigliosa per il servizio che forniva in parrocchia, ma anche per la splendida famiglia che aveva costruito. Aveva un’enorme disponibilità alla vita della parrocchia - conclude don Franco - oltre che una profonda sensibilità religiosa». —

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