Insaf è da 21 anni a Pavullo ma non basta per la cittadinanza
Il padre l’ha ottenuta ma lei, in base alla legge, non può ancora averla La beffa: «L’hanno data alle mie due sorelline perchè sono minorenni»
«Ma bisogna essere eroi per avere la cittadinanza italiana?». A chiederselo è la 21enne pavullese Insaf Dimassi, tra le animatrici del movimento “Italiani senza cittadinanza”, già firmataria un anno e mezzo fa dell'appello al presidente Mattarella per sbloccare la legge sullo ius soli poi naufragata. A riportare alla ribalta la questione sono state in questi giorni le parole di Luigi Di Maio a favore della cittadinanza “per meriti speciali” a Rami, il 13enne (nato in Italia da genitori egiziani) che ha dato l'allarme sul bus dirottato a Milano. Ma il vicepremier ha poi escluso che il tema dello ius soli possa rientrare nell'agenda di governo. Doccia fredda per questa universitaria (Scienze politiche a Bologna) nata in Tunisia e arrivata in Italia a 9 mesi, già beffata dalla cittadinanza ottenuta dal padre quando lei aveva compiuto i 18 anni da 20 giorni: in base alla legge 91/1992 è stata trasmessa solo alle sue due sorelline minorenni.
Insaf, cosa ne pensi dell'annuncio di cittadinanza a Rami?
«Che bisogna essere eroi in Italia per vedersi riconosciuto quello che dovrebbe essere un diritto. Non ha valore ciò che si fa nella vita di tutti i giorni? Nel mio caso da 21 anni? Mi è sembrato tanto un tentativo di lavarsi la coscienza questo annuncio di cittadinanza sapendo che non si vuole affrontare il tema. È scandaloso, un anno e mezzo fa lo ius soli era un'urgenza per tutti: per la sinistra perché era una questione di civiltà, per la destra perché era un problema di sicurezza. Poi il nulla: siamo stati usati come strumento elettorale e dopo siamo caduti nel dimenticatoio. Ci sono colpe di tutti, lo stesso Pd non ha avuto coraggio: la legge, che non era affatto permissiva, era passata alla Camera dal 2015. E adesso col decreto Salvini è il peggio del peggio».
Perché?
«Prima c'erano 2 anni d'attesa per la risposta, che diventavano sempre 3. Ora sono 4 e di fatto 5, con in più un articolo 14 scandaloso: stabilisce che a chi nasce italiano la cittadinanza resta sempre, mentre chi l'acquisisce può perderla. Così ci sono italiani di serie A e serie B, che non è costituzionale per niente».
Tu avresti i requisiti?
«Ho molto di più dei 10 anni di residenza richiesti, ho la fedina penale immacolata ma non ho reddito sufficiente. Perché studio e faccio la mediatrice culturale con un lavoro che non mi permette di avere per tre anni di seguito il reddito continuativo richiesto. Peraltro da non italiana, anche dopo la mia laurea a dicembre, non potrò accedere a concorsi pubblici per l'accesso a impieghi con reddito sicuro. È un cane che si morde la coda. Devo aspettare la clemenza dei governanti o investire le mie potenzialità in un altro Paese? È molto frustrante da pensare...». —
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