Traffico di migranti: arrestati non rispondono
Sono stati ascoltati ieri mattina dal gip Andrea Romito (che sostituisce il giudice titolare dell’inchiesta, Alberto Gamberini) i cinque uomini arrestati all'alba di giovedì con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'ingresso illegale di cittadini stranieri in Italia e in Europa e i due finiti nella rete dei carabinieri per possesso di armi e cocaina. Gli interrogatori di garanzia si sono tenuti in carcere per i cinque indagati detenuti e in tribunale per i due finiti ai domiciliari. Antonino Calabrò, titolare del bar Eternity di via Volta dove si tenevano gli incontri per programmare i viaggi della speranza, assistito dall'avvocato Michela Guerra si è avvalso della facoltà di non rispondere e per il momento rimane in carcere. Lo stesso ha fatto il turco Ramazan Sayman, deus ex machina dell'organizzazione, che ora è affiancato dall'avv. Francesco Barbaro: anche per lui le porte della prigione rimangono chiuse. Passano dagli arresti domiciliari al carcere, invece, Francesco Giampietro, uno dei trafficanti che si occupava del trasporto dei passeggeri, e il suo ospite albanese presso l'abitazione di via Ciro Menotti. Per questi ultimi, seguiti dall'avv. Massimo Porta, è stata decisa la misura cautelare, essendo stato valutato il fondato pericolo che entrambi possano darsi alla fuga. I due hanno ingrossato le fila di quanti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. — Camma
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google