Festa a Porta Nord di Modena per il monumento a tutti i migranti: «Sfida di libertà»
Inaugurazione con canti e poesia. Soddisfatto Muzzarelli Ma Lega e Modena Ora stigmatizzano la manifestazione
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MODENA Con simpatia, applausi e senza le temute contestazioni, è stata accolta ieri, da un pubblico numeroso, l’installazione di oltre 30 sculture “Le pietre per parlare”, il monumento dedicato al viaggio, ai migranti, inaugurato nel piazzale della stazione ferroviaria di Porta Nord. Un festa che ha portato anche poesia di autori stranieri e musica dell’orchestra MoltiMondi, nonché testimonianze interculturali.
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Il sindaco Muzzarelli ha parlato di «giornata importante per la nostra comunità. Una cerimonia di grande significato simbolico in questo momento di paura e di aridità. Per noi la storia è memoria - ha detto. Vivere nel presente senza una conoscenza, un rapporto, un interesse è preoccupante. L’opera è un monumento alla storia d’Italia, degli italiani che dalla fine dell’800 hanno abbandonato la patria per cercare riscatto, fortuna in America, Francia, Belgio, Svizzera, Argentina, Cile… Italiani che quando non hanno perso la vita, hanno conosciuto sacrifici, umiliazioni sconfitte. Altri hanno avuto successo e resi più ricchi economicamente e culturalmente i Paesi che li hanno accolti».
Nessuna polemica sui costi, dopo le cifre sbalorditive circolate su internet. L’opera è stata donata dal Comune di Fanano. Solo poche migliaia di euro per il materiale e il trasporto. Il sindaco ha evidenziato l’aspetto umano dell’operazione sostenendo che l’opera è un omaggio ai migranti di ogni tempo e di ogni colore perché le migrazioni appartengono alla storia dell’uomo. Ma ha richiamato anche le istituzioni ad impegnarsi per ottenere lo ius soli, per cambiare la Bossi- Fini, le norme «disumane che creano nuove tensioni, per opporsi al razzismo crudo e pesante».
Al taglio del nastro anche Maria Rosaria La Porta, originaria della Campania, che faceva parte dei 12 mila bambini ospitati, nel dopoguerra, a Modena, accolti da una comunità povera ma con cuore aperto. Aveva quattro anni e tuttora vive in città. «L’essere umano è nato per progettare e stare insieme ed essere più forte della paura. Siamo qui - ha continuato Gian Carlo Muzzarelli - per essere una città sfidante. Ciò significa in questo momento essere aperti per costruire la città che vogliamo, per mettere al centro umanità e rispetto, lavoro, progresso, libertà e pace». Il sindaco ha chiesto dunque rispetto per il monumento, preoccupato che possa essere danneggiato. Ed un plauso è giunto dall’ideatore del progetto scultoreo Andrea Capucci al sindaco per «aver accolto un’opera di questo tipo».
Come detto nessuna nota polemica durante la cerimonia. Solo due dichiarazioni arrivate nel pomeriggio dal candidato sindaco della Lega Stefano Prampolini da e Cinzia Franchini, candidato sindaco per Modena Ora. Scrive Prampolini in una nota: “i cittadini modenesi sono preoccupati. Sentono minacciata la propria sicurezza personale, economica e lavorativa. Sentono minacciato l’avvenire dei propri figli e si sentono lasciati soli… Il sindaco ha inaugurato un monumento al migrante, facendosi accompagnare da una “napoletana immigrata”. Che orrore!”. Mentre Franchini scrive: “Oggi un monumento a Modena andrebbe fatto ai lavoratori sfruttati delle coop spurie, agli anziani che convivono con una sanità sempre più distante e con tempi di attesa falsamente ridotti, alle donne vittime di violenza e ai giovani che guardano al futuro lavorativo già con molte speranze spezzate. I migranti vanno rispettati e, quando scappano da vere situazioni di guerra e disperazione, aiutati, ma farne una categoria ad hoc, da difendere con un monumento, significa strumentalizzare la realtà e forzare sulle divisioni a puro scopo elettorale”.
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