In corteo “per la vita nascente” Duecento sfilano in centro
Oltre duecento persone in centro storico per la sesta edizione della “Fiaccolata Ecumenica per la vita nascente”, la manifestazione in favore della vita con testimonianze, canti e riflessioni dedicate all’argomento. Da Porta Bologna fino in Piazza Grande hanno sfilato adulti, famiglie e bambini con gli slogan “Chi salva una vita salva il mondo intero” oppure “La difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano”.
Slogan condivisi dalle varie associazioni promotrici della fiaccolata, tra di loro anche Andrea Mazzi della comunità Papa Giovanni XXIII che afferma: «Siamo per la vita nascente e quindi per l’importanza di valorizzarla. Inoltre crediamo che oggi nella società ci siano parecchie ingiustizie tra le quali la svalorizzazione della maternità, sia a livello sociale ma anche economico e culturale. Abbiamo bisogno di un cambio di mentalità. Oggi in provincia di Modena ci sono 1148 bambini che nel 2017 sono stati abortiti e questo è il frutto della scarsa considerazione nei confronti delle nuove vite mentre invece questi bimbi sono preziosi e dobbiamo garantire più diritti a loro e diritti alle mamme. Troppo spesso ci troviamo di fronte a madri che non hanno aiuti, che non sanno come fare perché perdono il lavoro se rimangono incinta, che hanno il compagno che le minaccia. C’è un quadro preoccupante e vogliamo cambiarlo».
Un cambiamento che inevitabilmente passa anche attraverso la legge 194 sull’aborto: «Vogliamo un cambiamento sostanziale nei confronti della vita nascente, innanzitutto un cambiamento culturale, essendo ogni vita preziosa ogni mamma deve essere rispettata. Anche le leggi oggi devono cambiare, non è possibile che esista l’aborto a semplice richiesta per cui di fatto la donna viene spinta verso una direzione che non è quella che lei cerca e quindi dobbiamo garantire maggiori diritti alle donne e ai bambini».
Presente anche un gruppo del movimento “Non una di meno” a contestare la fiaccolata come spiega Luciana, promotrice del gruppo: «Pro vita vuol dire difendere la 194, io sono argentina e lì muoiono donne per aborti illegali e anche qui in Italia prima della legge accadeva. Quindi non si tratta di movimenti pro vita ma che vogliono decidere sulla vita degli altri. Noi non decidiamo sulla vita degli altri, siamo contrari a chi vuole mettere le loro ideologie sui nostri corpi». —
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