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L’87% delle strade modenesi a senso unico è percorso contromano dalle biciclette

Stefano Luppi
L’87% delle strade modenesi a senso unico è percorso contromano dalle biciclette

I dati di una app di “Wecity” che attesta anche come la totalità dei ciclisti abbia commesso l’infrazione almeno una volta

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A Modena l’87% dei sensi unici è percorso contromano mentre praticamente il 100% di chi usa la bici almeno una volta è andato contromano nei 129 chilometri di sensi unici presenti in città su 1200 chilometri di asfalto totale presente. Fenomeno, dunque, da “governare” con una certa velocità, come da tempo numerose città internazionali hanno iniziato a fare da Barcellona a New York. Numeri precisi, forniti da una applicazione fornita dalla società “Wecity” e utilizzata dalla Gazzetta di Modena per monitorare un fenomeno che avevamo già evidenziato visivamente nelle settimane scorse. Numeri, da usare per capire la mobilità.

E va pure ricordato che in questa forsennata andatura contromano quotidiana dei ciclisti di Modena - e di ogni altra città - l’applicazione di “Wecity” ha fornito anche l’elenco delle strade in città maggiormente percorse contromano.

Tutto ciò è possibile grazie alla applicazione montata sullo smartphone di 200 ciclisti che ogni giorno fanno percorsi senza troppe variazioni sulla tratta casa-luogo di lavoro-casa. Eccolo l’elenco come i passaggi dei ciclisti in un giorno feriale qualsiasi.

La via di Modena più percorsa in assoluto dalle bici è via Emilia Centro seguita da corso Canalchiaro e dalla ciclabile lungo viale Jacopo Barozzi.

Ma ecco dove sono i sensi unici con più passaggi contromano. In zona “movida” della Pomposa le maggiori “infrazioni” si commettono in via del Taglio (567 passaggi medi contromano), Nazario Sauro (550), Castelmaraldo (533), Cardinal Morone (512), Ganaceto (508) e laterale di piazza Matteotti (497). Un po’ meno frequentate contromano troviamo le strade intorno a via Gallucci e dall’Irish Pub: in Gallucci i passaggi medi sono 267, in via Adriano 259 e in viale della Libertà scendo a 254 passaggio. Nelle altre zone di accesso al centro monitorate ci sono via San Giovanni del Cantone, con 213 passaggi, via Saragozza con 211 e via Selmi con 205.

Tutto ciò in una città - quella della Ghirlandina - che presenta una percentuale limitata di sensi unici visto che su circa 1200 chilometri di strade totali sono 126 chilometri quelle a senso unico. A Modena, se consideriamo le strade fino a tangenziale e autostrade siamo al 6,7% del totale delle strade, percentuale che cresce al 9,6% se restiamo più prossimi all’area centrale. «In bici il ciclista, che occupa mezzo metro quadrato, è un parcheggio occupato in meno tenuto anche conto che un’auto occupa dieci metri quadrati», spiegano gli esperti di mobilità. Ma sempre chi si occupa di mobilità dice anche: «In bici la stragrande maggioranza va contromano, causando (forse) problemi alla sicurezza del transito stradale».

Qualcuno, come Paolo Ferri, di famiglia modenese, 45enne ingegnere meccanico e fondatore della società “Wecity” esprime idee diverse. Alla fine sulla base dei numeri - e a disposizione oggi ce ne possono essere una infinità attraverso i Big Data - occorrerà arrivare a soluzioni. Il riequilibrio tra auto e mobilità sostenibile va fatto per due motivi: soldi e salute. Ormai esiste un’ampia letteratura svolta in tantissime location, da Londra a New York fino a Bologna per venire a una realtà vicina, che dimostra come nelle aree “pacificate” da poche auto crescono sia il prodotto interno lordo dei commercianti sia i valori immobiliari di case e uffici. C’è poi il tema della salute: sono 450mila ogni cinque anni in Italia i morti per cause legate ad inquinamento atmosferico. Un numero impressionante, tenuto anche conto che è lo stesso delle vittime in Italia durante gli anni della seconda guerra mondiale. —

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