«L’ex vicesindaco voleva bloccassi la raccolta firme»
«In settembre mi aveva chiesto di ritirare la seconda raccolta firme cui mi stavo dedicando. In cambio, mi garantiva che nessun tavolo sarebbe stato messo davanti alla vetrina del mio negozio». Rita Frigieri, titolare dell’omonima profumeria, è ancora adirata nel ripensare alle vicende: dal varo del regolamento sui dehors, con il rischio che la visibilità della sua attività - così come quella della farmacia, di proprietà della dottoressa Eleonora Di Iorio - venisse oscurata dai dehors del bar La Macina, per arrivare alla “trattativa” con l’ex assessore Simone Morelli ora accusato, stando agli investigatori, di averle minacciate.
«Solo quando Morelli ripeté la sua promessa davanti ai testimoni (l’ex dirigente Diego Tartari e i commercianti Luca Semellini, Giorgio Greggio e Matteo Righi) acconsentii a fermarmi a 300 firme - spiega Frigieri - In precedenza, io ed Eleonora avevamo tentato di instaurare un dialogo con la titolare del bar La Macina: nel momento in cui si inaugura un’attività avendo già di fronte un altro esercizio commerciale si fanno i conti con la situazione così com’è, senza prepotenze». (camma)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google