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FISCO FACILE 

Se l’Agenzia Entrate scrive al contribuente: ecco il vademecum

Giorgio Guandalini *
Se l’Agenzia Entrate scrive al contribuente: ecco il vademecum

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Quando il Fisco ci scrive siamo sempre un po’ irrigiditi, pensierosi e timorosi. Non sempre dobbiamo temere però. Spesso queste missive contengono inviti a controllare la propria posizione proprio per evitare di incorrere in sanzioni successive. L'Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato sul proprio sito un interessante vademecum, ha coniato il termine "lettere di compliance".

Forse perchè questo itanglese si presta a edulcorare ancora di più una situazione che potrebbe apparire sgradita al contribuente o il più italiano "invito alla conformità" apparirebbe troppo deciso. Insomma, questi inviti a regolarizzare la propria posizione, inglese o italiano che sia, possono veramente essere utili. Riguardo i destinatari delle lettere di "compliance", le comunicazioni sono inviate ai contribuenti che, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia, non hanno compilato correttamente il modello 730 o il modello Unico Persone Fisiche, non riportando nella dichiarazione, o facendolo solo in parte, uno dei seguenti redditi: redditi derivanti da contratti di locazione di immobili, sia quelli imponibili a tassazione ordinaria sia quelli per i quali si è scelto il regime della cedolare secca; redditi di lavoro dipendente o di pensione; assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato; redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali; redditi di capitale derivanti da utili e altri proventi equiparati corrisposti da società di capitale o enti commerciali e altri redditi di capitale; altri redditi (redditi di lavoro autonomo non derivanti da attività professionali, redditi diversi) ; redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arte o professione abituale, compresi quelli in regime di vantaggio (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e quelli in regime forfettario.

Sulle azioni da intraprendere, va detto che le lettere devono essere recapitate per posta elettronica certificata (Pec). L’invio è effettuato per posta ordinaria solo se l’indirizzo Pec non è attivo o non è stato registrato nel pubblico elenco denominato Ini-Pec (Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata), istituito presso il ministero dello Sviluppo economico. La prima cosa da fare quando arriva la lettera è controllare i dati contenuti, per riscontrare che i rilievi fatti dall’Agenzia siano corretti. In questa fase, si potrebbe avere la necessità di richiedere ulteriori informazioni sul contenuto della lettera. Per questo si può telefonare a un Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia (al numero 800.909696 da telefono fisso o allo 06.96668907 da cellulare), selezionando l’opzione “Servizi con operatore >Comunicazioni per l’adempimento spontaneo”, oppure andare alla Direzione provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali. Il personale dell’Agenzia fornirà l’assistenza necessaria, indicando tutte le attività da compiere. Qualora si ritenga che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi siano corretti, è sufficiente segnalare all’Agenzia, anche attraverso un intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, i fatti, gli elementi e le circostanze dalla stessa non conosciuti.

Per regolarizzarsi, dopo avere verificato i dati contenuti nella lettera, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia, è possibile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Per calcolare l’importo dovuto per sanzioni e interessi, sul sito dell’Agenzia è anche disponibile, nella pagina dedicata alla “Compliance per i cittadini”, un apposito software. È disponibile, nella sezione del sito delle Entrate che ospita le guide fiscali, “L’Agenzia ti scrive: lettera di invito a regolarizzare possibili errori”, il vademecum sulle comunicazioni spedite per invitare i contribuenti a verificare la dichiarazione dei redditi presentata ed eventualmente a mettersi in regola in maniera agevolata.

L’invio delle lettere rientra tra le iniziative, già intraprese da qualche anno dall’Agenzia delle Entrate, per promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. L’obiettivo di queste comunicazioni di “invito alla compliance” è proprio quello di migliorare il rapporto tra Fisco e cittadini, che deve, o meglio dovrebbe, essere sempre più fondato sulla collaborazione e la trasparenza. —

* dottore commercialista



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