«Un problema di sicurezza ma soprattutto culturale»
«I ciclisti che prendono spesso le strade controsenso? Non è un grande problema, secondo me», dice l’ingegner Paolo Ferri mentre illustra i dati recuperati tramite l’app della sua start up.
Perché non lo vede un gran problema?
«Occorre valutare strada per strada la situazione, ma gli studi più recenti hanno mostrato che se un automobilista è sufficientemente “avvertito” e informato il fatto che incontri un ciclista in senso contrario non è così drammatico. In realtà è più un problema culturale».
Cioè?
«L’automobilista, ma anche chi si occupa di strade e progettazione collegata, deve rendersi conto che non è il mezzo a quattro ruote il padrone della strada. Sono tutti utenti della strada e debbono convivere e per questo, nelle aree centrali a 30 chilometri l’ora per le auto, occorre arrivare a segnali che dicano: doppio senso eccetto per le auto e non senso unico eccetto due ruote».
Una bella sfida, le altre?
«Per le città le sfide futuro mi pare siano legate al trasporto elettrico e all’uso dei monopattini già molto diffuse nelle capitali estere. Anzi le dirò di più, i monopattini un giorno saranno in conflitto con i pedoni. In ogni caso la domanda è: come riequilibriamo lo spazio pubblico nelle città?».
E la sua risposta?
«Non voglio criticare, ma è indubbio che da 120 anni almeno l’approccio è monomodale, come le dicevo sempre e solo legate alle auto. E appunto il monopattino presto inciderà moltissimo, vedrete. Nell’attesa io propongo, come fanno a Cesena, di dare incentivi e sconti di vario tipo per chi decide di spostarsi in modo sostenibile».
Cosa fare a Modena come prima cosa in questo settore?
«Modena è al centro di un territorio caratterizzato da centri periferici minori molto popolati, non è una megalopopoli e ha vicino Carpi, Vignola, Sassuolo eccetera. Ci sono tanti spostamenti quotidiani da fuori al centro, difficili se non impossibili come il trasporto pubblico. Una parte di auto, dunque, ci sarà sempre e per ridurre la congestione sarebbero utili i parcheggi scambiatori in posizione radiale intorno alla città. In questi luoghi, che non possono essere a due passi dal centro, occorre disporre molte bici in forma di sharing oppure avere un aggiornatissimo e frequente sistema di trasporto pubblico verso le zone centrali di Modena».
Si risolverà una buona fetta del traffico che a Modena e altrove “uccide”?
«Questi mix porteranno secondo me a risolvere gradualmente la grande quantità di auto lungo le radiali di Modena. Tenga presente che persone che hanno bisogno delle quattro ruote ci saranno sempre, ma se ne togli almeno una parte la situazione migliora. Occorre quindi portare il sistema in equilibrio, senza ricette magiche e senza troppa ideologia». —
S.L.
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