Gazzetta di Modena

Modena

VERSO LE ELEZIONI 

«Al prossimo sindaco il dovere di pedonalizzare il centro»

Luca Gardinale

Confesercenti elenca una serie di problematiche da risolvere per aiutare i negozi e favorire la riqualificazione e il rilancio economico e turistico

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Dal centro storico agli ambulanti, dai dehors al presidio delle forze dell’ordine. In vista delle amministrative del 26 maggio, Confesercenti Modena lancia un appello a tutte le forze politiche, indicando dieci punti sui quali lavorare per far funzionare al meglio un mondo, quello delle piccole imprese, che è da sempre uno dei motori dell’economia cittadina.

«Siamo disposti al confronto con tutte le formazioni politiche e i relativi candidati a sindaco - premette il presidente Mauro Salvatori - ma restiamo fermi sulle ragioni delle tante piccole e piccolissime imprese modenesi, costrette a barcamenarsi tra crisi dei consumi, mercato ingessato e sviluppo di strutture di vendita medio-grandi che nell’ultimo biennio sono sorte come funghi e hanno ulteriormente assottigliato quote di un mercato già ridotto in briciole».

Per quanto riguarda i dieci punti, si parte dal regolamento sui dehors dei locali, che secondo Confesercenti sarebbe da rivedere: «La cosa vale per gli esercizi di vicinato - spiega Salvatori - regolarmente autorizzati o che hanno presentato la Scia, per la vendita di prodotti alimentari, ma anche per le attività artigianali di produzione propria e vendita di prodotti alimentari, autorizzate all’attività di vendita al dettaglio, mentre per le attività di panificazione e produzione di prodotti da forno si chiede l’estensione della durata dell’occupazione di suolo pubblico, qualora l’impresa non disponga di un’area privata, dal 15 aprile al 31 dicembre.

In linea generale, tenuto conto delle perduranti mutazioni climatiche, si ritiene opportuno rivedere complessivamente i periodi di occupazione di suolo pubblico». Al secondo posto c’è la pedonalizzazione del centro storico: «La prossima consigliatura dovrebbe a nostro giudizio realizzare l’intervento - incalza il presidente - contestualizzandolo in un progetto che affronti la questione del rifornimento delle attività attraverso l’ausilio di mezzi elettrici e ampliando la rete delle colonnine dedite alla ricarica energetica».

Per Confesercenti sarebbe inoltre opportuno «ripensare in termini di funzioni, di composizione e di governance l’associazione Modenamoremio per farne l’unico soggetto di promozione del centro». Quindi, i mercati ambulanti, per i quali si chiede «la riduzione del 30% del canone di concessione del mercato del lunedì e l’eliminazione del mercato straordinario che si tiene la terza domenica di ogni mese».

L’associazione ritiene inoltre «indispensabile il superamento dell’attuale Mercato agroalimentare e il ritorno a un autentico mercato all’ingrosso che veda la presenza di una pluralità certa e certificata dell’offerta mercatale». Il sesto punto prevede «un fondo strutturale di compensazione da destinarsi alla valorizzazione e riqualificazione del commercio presente nel centro storico, nei centri di vicinato e negli asset commerciali più significativi della città». Sempre secondo Confesercenti, sarebbe di fondamentale importanza «un intervento sui parcheggi dei centri di vicinato per renderli più fruibili da parte dei consumatori, sul verde, sulla viabilità, sull’illuminazione e sulla segnaletica. Avanziamo inoltre la richiesta - fa sapere ancora Salvatori - di porre all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di una forte valorizzazione e sostegno delle piccole e medie imprese del commercio, richiedendo lo stanziamento di maggiori risorse pubbliche al fine di elevare la qualità e la progettualità per iniziative di valorizzazione commerciale e innovazione tecnologica del centro storico, dei centri di vicinato e degli assi commerciali naturali».

Le ultime due proposte riguardano «l’accelerazione del percorso che dovrebbe vedere la trasformazione di Modenatur nell’unico soggetto di promo-commercializzazione turistica del territorio e il necessario aumento degli organici delle forze dell’ordine per garantire un efficace presidio del territorio». —

Luca Gardinale

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