L’omicida è in ospedale e non riesce a parlare Indagini sui medicinali
Mohammed El Fathi non risponde alle domande del giudice È ricoverato a Baggiovara. Autorizzata l’autopsia sulla zia.
FINALE. Mohammed El Fathi, il 32enne accusato di aver ucciso con almeno 30 coltellate la zia Khaddouj Hannioui, si è rinchiuso nel silenzio. Sia ai carabinieri che lo avevano arrestato venerdì sera in vicolo Dei Grigioni e sia al suo avvocato, che gli aveva fatto visita sabato in carcere, non aveva detto nulla. E quel silenzio lo ha riproposto anche ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari, dottor Andrea Romito, e il pubblico ministero, Francesca Graziano. L’uomo di origine marocchina non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma a quanto si può apprendere non è proprio in grado di parlare, nonostante la presenza di un traduttore. Pur avendo autorizzato le domande dei magistrati, si è infatti poi rinchiuso su se stesso. Un mondo fatto di problematiche psicologiche che negli ultimi anni lo avevano costretto a diversi ricoveri in strutture specializzate. Come del resto accade in queste ore visto che dal carcere Mohammed El Fathi è stato trasferito in un reparto di Salute Mentale dell’ospedale di Baggiovara poiché le sue condizioni psichiatriche non si addicono al regime carcerario. Il gip ha comunque convalidato l’arresto effettuato dai carabinieri di Finale.
Ed è proprio sulla sua capacità di intendere e di volere che si giocherà il futuro del 32enne, descritto come una persona buona e docile, ma che venerdì non ha avuto scrupoli nell’impugnare un coltello e accanirsi contro quella zia arrivata in Italia soltanto da pochi mesi. Un quadro più dettagliato lo potrà eventualmente fornire il padre, che si era sempre occupato di lui e che è rientrato a Finale dal Marocco.
Sarà inoltre importante capire quali cure seguisse e se dovesse realmente assumere dei medicinali. In tal caso ci sarà un ulteriore approfondimento su chi si sarebbe dovuto occupare di farglieli assumere oppure se fosse autonomo nel proseguire una eventuale terapia.
Ieri mattina il pm Graziano ha inoltre conferito l’incarico per svolgere l’autopsia. All’istituto di Medicina legale del Policlinico sono arrivati alcuni parenti di Khaddouj Hannioui per il riconoscimento della salma. Erano accompagnati da un mediatore culturale. Soltanto dopo l’esame sarà possibile fissare il funerale della 50enne. —
F.D.
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