Gazzetta di Modena

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IN TRIBUNALE 

Violentò per un mese il compagno di cella: condannato a 6 anni

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Violentò per un mese il compagno di cella: condannato a sei anni e otto mesi. È terminato così il processo contro Hadidi Ghazi, tunisino di 35 anni già in carcere per droga (difeso dall’avvocato Alberto Boni) davanti al Collegio del tribunale. Una storia sordida che lo ha visto alla fine colpevole, come richiesto dalla Procura (è stato assolto invece per un’accusa di violenza sessuale a una prostituta, precedente a questo caso), mentre la vittima - un giovane - non si è costituita parte civile.

Secondo il racconto della vittima, oggi 23enne, il compagno di cella tunisino ha iniziato a prenderlo di mira sessualmente finché con minacce di morte gli ha estorto un primo rapporto.

Si trattava, ha chiarito la vittima nella denuncia, di un rapporto del tutto privo di consenso, contro il suo volere, e quindi dal suo punto di vista frutto di una violenza sessuale. Tuttavia, la violenza dello stupratore e le sue minacce lo hanno così intimorito da sottometterlo al suo volere. Quando il 33enne è tornato alla carica sempre con metodi violenti, il ferrarese ha dovuto sottostare. In questo modo è iniziato un periodo da incubo che pareva non avere fine.

Per tutto il mese di novembre del 2015, in base alla sua denuncia, ha dovuto sottostare a ben otto rapporti privi di consenso. Poi ha trovato la forza di sfidare il suo stupratore e denunciarlo. La procura ha svolto indagini trovando conferme al racconto e portando in aula il detenuto accusandolo di violenza sessuale. Sempre ieri Ghazi è stato assolto per un’accusa simile avanzata da una prostituta che lo ha denunciato per violenze commesse a Modena. —

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