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Biogas, Arpae esige 84 prescrizioni E in duecento contestano l’azienda

Biogas, Arpae esige 84 prescrizioni E in duecento contestano l’azienda

Alla serata informativa del comitato spunta un “infiltrato” Poletti: «Emissioni e scarichi inquinanti intollerabili»

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CONCORDIA. Bio Bimat dovrà rispondere ad 84 rigorose prescrizioni, alcune delle quali già anticipano un parere negativo. È la sostanza del corposo documento di richiesta di integrazioni di Arpae, svelato lunedì sera nel corso della serata informativa organizzata dal Comitato Salute Ambiente di Concordia. In sostanza per ribadire la contrarietà dei 500 concordiesi che hanno firmato la petizione contro l’impianto milionario previsto nell’area ex Kermar. Nel corso della serata, organizzata assieme all’Osservatorio civico Ora Tocca a Noi di Finale, Michel Stefani, il referente del Comitato, ha illustrato gli ultimi sviluppi “politici”, ma anche le improvvise difficoltà burocratiche sulla disponibilità della nuova sala presso il centro sportivo, sorte da quando ha declinato l’invito del sindaco Prandini ad una serata congiunta, che avrebbe potuto far perdere di vista il tema tecnico. Stefani ha ribadito il proposito del comitato, dal momento che una informazione ai cittadini è mancata fino a quando, quasi occasionalmente, si è scoperto il progetto ormai completato della ditta.

«E personalmente mi sono convinto che questo impianto per Concordia sarebbe un grave danno», ha detto tra gli applausi della sua gente. Circa 200 le persone che hanno affollato la sala, tra le quali si era mescolato anche l’ingegner Venturini di Carpi, inviato dalla ditta in sostanza per “studiare” gli argomenti degli oppositori. Ma quando la conduttrice Monika Cotti è stata informata della sua presenza, il tecnico della Bio Bimat è stato indotto a palesarsi. Dichiarando tra l’altro che alle 84 prescrizioni la ditta risponderà puntualmente, convinto di ottenere un definitivo via libera in conferenza dei servizi. Non solo, alla perentoria domanda se senza i copiosi - esagerati - incentivi statali uno stabilimento del genere sarebbe stato ugualmente progettato, l’ingegnere ha risposto di sì, scatenando parecchie... “perplessità” nel pubblico.

Sono intervenuti anche gli imprenditori Daniele Neri e Roberto Carra, che hanno raccontato la loro concreta contrarietà al biogas, che sorgerà accanto alle loro ditte, compromettendo lavorazioni e stoccaggi di cui si occupano: «Abbiamo investito 6 milioni di euro a Concordia, ma appena i miei clienti hanno saputo di questo impianto, hanno iniziato a disdire», ha detto Neri che - a dispetto della querela per diffamazione decisa contro di lui dalla giunta comunale - è rimasto fermo sulle sue posizioni critiche: «Non ci hanno mai detto nulla». Il tema tecnico della serata è stato illustrato da Maurizio Poletti, tecnico agronomo dell’Osservatorio, che ha ben spiegato il senso delle osservazioni Arpae. Insolitamente esigenti, tanto da far sperare che, dopo polemiche e “distrazioni”, la strada di Bio Bimat non sarà così spianata. L’azienda però ha tempo per replicare fino al primo luglio, casualmente dopo le elezioni comunali di maggio, che tanto preoccupano. Detto di improbabili richieste di manifestazioni di piazza, va sottolineato che Arpae ha contestato i vaghi dati di un progetto pensato per 21mila tonnellate annue di biomasse da far macerare per produrre metano.

«Già oggi - ha detto Poletti - sono attivi impianti che possono impiegare il doppio delle sostanze organiche prodotte in Regione: da dove arriverà questa roba?», ha incalzato tra tanto altro. Ad esempio sulle emissioni di anidride carbonica, cloruri, scarichi (e scarti di lavorazione) che oggi Concordia non può sopportare. —



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