La candidata sindaco cita il Duce: “Vincere!”
Eleonora Serra, salviniana di ferro ma ripudiata dalla Lega, corre per una lista civica. Su Facebook il riferimento a Mussolini
SPILAMBERTO. Il 10 giugno 1940 Benito Mussolini annuncia l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania di Adolf Hitler. Lo fa con un noto discorso, che la candidata sindaco per la lista civica “Siamo Spilamberto”, Eleonora Serra, ha riadattato per Spilamberto: «La parola d’ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori: vincere! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia a Spilamberto, all’Italia, all’Europa, al mondo».
La Serra non ha proclamato il discorso da un balcone ma da una tastiera, pubblicando la citazione riadattata in chiave “spilambertese” su un noto gruppo Facebook di paese. Era un commento ad un post di un utente che scriveva: «Vincere e Vinceremo», altra citazione.
Il fatto, o meglio il post, è stato scritto nella notte del 6 gennaio e cancellato dopo poche ore. Andando a spulciare il profilo Facebook della candidata un aspetto sembra chiaro: è una salviniana di ferro. Decine e decine di condivisioni di post del ministro dell’Interno, d’altronde la Serra in diverse occasioni aveva partecipato ai banchetti della Lega, ma alle elezioni ha scelto la strada della civica: «Io sono leghista, sono salviniana, ho votato Salvini - diceva il giorno della presentazione - Abbiamo deciso di abbandonare le bandiere politiche perché Spilamberto ha bisogno dei suoi cittadini, di un impegno che sia prima di tutto civico».
In realtà la Serra è una delle fuoriuscite dalla scissione avvenuta nella Lega di Spilamberto, dove il simbolo sarà accanto al nome di Maurizio Forte.
SU PAPA FRANCESCO
Sul suo profilo tratta diversi argomenti di attualità. Parla spesso di Papa Francesco e della chiesa. In un’occasione lo descrive così: «Rimpiango quel tedesco (Ratzinger, ndr) che si è dimesso in circostanze non chiare per la prima volta nella storia dei papi, per far posto ad un gesuita filoislamico».
omosessuali e altro
E ancora: «Ho intenzione di smettere di lavorare e piazzarmi di fronte al Conad a succhiare il lavoro e le fatiche di altri. Credo, però, che la mia pelle non sia sufficientemente scura per meritare la santa carità dei benefattori». Tra una citazione di D’Annunzio e un post sull’immigrazione («Chi non ruspa in compagnia è un ladro o una spia»), analizza gli «inquietanti parallelismi» tra la caduta dell’Impero Romano e l’Italia: «Il calo demografico. Pochi cristiani, unico baluardo a difesa del lassismo morale che gli imperatori non riuscirono a fronteggiare con leggi per frenare concubinaggio, divorzi, aborti esponenziali, omosessualità dilagante e perdita dei valori morali. Meno persone, più germanici a ingrossare l’esercito. Ce li siamo portati in casa, i barbari, come un cavallo di troia. Ma quei barbari, privi di un substrato culturale forte, riconobbero la superiorità culturale dell’impero che si impegnarono a ricostruire come sacro e romano. Questi nuovi barbari invece?» —
F.D.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
