Linda, dagli studi musicali ai campi di lavoro in Africa
«Grazie al Centro Missionario ho vissuto esperienze che cambiano la vita» In estate la 23enne era tra i volontari modenesi a Lampedusa con la Caritas
«Viviamo un periodo storico difficile, pieno di contraddizioni e ingiustizie che un giorno scandalizzeranno anche chi adesso è indifferente; eppure, come qualcuno mi ha detto, credo che questo sia un privilegio. Abbiamo la possibilità di conoscere il mondo da vicino, di cercare, approfondire, conoscere e non è qualcosa di scontato: costa tempo e fatica, io non sempre lo faccio, ma credo ne valga la pena».
Linda Fontana, 23 anni, di Casinalbo, studia Didattica della Musica all’istituto Vecchi-Tonelli di Modena e si è avvicinata al Centro Missionario Diocesano di Modena alla fine delle scuole superiori, quando ha deciso di dare forma a un desiderio che ha sempre avuto e ha scelto di vivere un'esperienza estiva in missione.
«Non appena si entra dentro ai fatti, ai dati, spuntano fuori le persone e quelle fanno cambiare il punto di vista. Spesso, un problema che crediamo fondamentale, in realtà non è così importante” racconta la ragazza che sognava l'Africa e che alla serata di presentazione dei campi di lavoro scelse il Ciad.
«Nell'agosto 2014 sono partita insieme ad altri ragazzi e nel 2017 sono tornata per un altro mese. Entrambi i viaggi sono stati molto importanti per me. Il contatto stretto e intenso con una realtà tanto diversa dalla nostra serve ad allargare lo sguardo e il pensiero, la conoscenza e le relazioni che si sono create con i nostri coetanei ciadiani ci hanno mostrato quanto siamo simili, pur nelle diversità più grandi, in quanto giovani, studenti, sognatori, persone. Tornare a casa è, forse, la parte più difficile: lo sguardo e il cuore sono un po’ diversi». «Certe situazioni ed esperienze - continua - sono difficili da raccontare e le persone a volte vogliono sentire altro, piuttosto che i racconti di un mese passato a non fare nulla di materiale insieme ad altri ragazzi».
Il secondo viaggio di Linda, al quale ha partecipato anche il vescovo Castellucci, è stato molto diverso dal primo viaggio con un ritorno significativo, che ha contribuito a creare un legame tra le due diocesi.
«Al ritorno abbiamo scelto in gruppo di restituire l'esperienza con lo spettacolo “Un ponte: un brassage” che racconta con parole, immagini e musica quello che abbiamo vissuto ad Abeché. In mezzo ai due viaggi ho seguito, insieme al mio ragazzo Alessandro, il percorso del MisMo, percorso di spiritualità missionaria ricco di testimonianze e di spunti volti all'impegno, sempre con l'invito a mettere le persone al centro. La bellezza di questo percorso e del Centro Missionario in generale, è il gomitolo di relazioni che si crea tra le persone, che aiuta ad accogliere chi arriva e a sentirsi accolti e ascoltati».
La scorsa estate, Linda ha partecipato a un campo di volontariato a Palermo e Lampedusa organizzato da Caritas e CM insieme a una ventina di altri ragazzi di Modena.
«È stata un'esperienza fortissima - conclude - densa di incontri, di scoperte amare e buie come il mare di notte, e di realtà luminose come il sole siciliano. Il mondo bussa alla nostra porta, sta a noi decidere se aprirla. Bisogna ascoltare, toccare, voler capire: questo sicuramente me lo insegna anche la vita che scelgo di passare tra le persone e la realtà del Centro Missionario». —
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