Neonato circonciso e morto Il “doctor” non è scappato
Sul secondo caso di decesso gli investigatori analizzano le immagini segnaletiche per identificare il praticone autore dell’intervento rituale
Non è irreperibile. Anzi, ieri mattina era al suo posto di lavoro, come conferma il suo avvocato Daniela Goldoni. È probabile che presto venga ascoltato dal pm reggiano Verardi ma solo nell’ambito del caso di novembre per il quale è indagato per omicidio colposo. Il santone ghanese di Modena per ora è accusato della sola morte di quel bimbo di origini ghanesi di quattro mesi, avvenuta in conseguenza di una circoncisione rituale. Ma l’attenzione ora è puntata sugli accertamenti per il caso dell’altro bimbo, quello morto nella notte tra sabato e domenica scorsa all’ospedale Sant’Orsola di Bologna; il bambino circonciso nella sua casa a Scandiano sempre ad opera di un praticone connazionale dei genitori. L’identificazione di quell’uomo è in corso ma per ora non esiste nessuna certezza che il santone modenese e quello di Scandiano siano la stessa persona.
L’identificazione condotta su un gruppo di fotografie segnaletiche ad opera di un testimone è ancora adesso oggetto di indagini da parte della polizia. Anche reparti della Squadra Mobile di altre questure in regione stanno svolgendo accertamenti su una figura di “medicine man” identica che avrebbe operato in altre province. Si tratta di un uomo di colore di quarant’anni che si fa chiamare “Doctor” ma che dottore non è.
I due casi, quindi, restano per ora distinti in attesa che gli investigatori approfondiscano l’identità dell’autore dell’ultima pratica di circoncisione, quella costata la vita al neonato di Scandiano. Anche il misterioso “Dottore” è indagato per omicidio colposo, questa volta dal pm reggiano Isabella Chiesi.
Sul primo caso, invece, gli indizi finora raccolti convergono sul ghanese residente a Modena città. Un uomo descritto come avvolto da una sorta di aura da guru e che come tale si presenta. Ma se si tratti di una figura che occasionalmente pratica la circoncisione nell’ambito di una ristretta cerchia di conoscenti o venga chiamato anche da connazionali che lo conoscono di fama, anche questo è un aspetto da approfondire. Nel caso del bimbo morto a Reggio in novembre, il suo coinvolgimento troverebbe conferma dai tabulati telefonici. Qualche chiarimento importante potrebbe emergere dalle dichiarazioni al pm nel corso dell’interrogatorio.
Per la morte del bimbo di Scandiano, figlio unico, i genitori - oggi indagati - hanno già raccontato al pm le circostanze dell’intervento di circoncisione praticato dal “Doctor” nelle loro mura domestiche. Dal primo accertamento autoptico pare che il praticone abbia utilizzato una semplice lametta da barba. Ora si attende l’autopsia vera e propria: ieri sono già stati nominati tutti i consulenti. —
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