Gazzetta di Modena

Modena

i retroscena 

Tutti promossi: risposte già scritte e aiutini da amici nella sala prova

Intercettazioni e filmati delle sessioni effettuate a Carpi e Campogalliano  e anche nel phone center del marocchino arrestato

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«Mi raccomando, se qualcuno viene e chiede cosa fate qui, dite che siete venuti a portare un documento, se no qui è un macello». È l’esaminatrice, la dipendente (in nero) della Diffusion World che, come risulta da filmati e intercettazioni, istruisce gli amici “suggeritori” dei candidati all’esame. Gente che entrava durante la prova e dava una mano. Perché questi candidati erano talmente privi di conoscenza della lingua italiana da non riuscire neanche a copiare bene le risposte che già avevano. Cosicché, in sala, durante le sessioni d’esame fatte a Campogalliano e a Carpi, erano ammessi questi speciali aiutini. In questi esami farsa e con promozione garantita i candidati sborsavano sino a 700 euro. Esami i cui costi, normalmente, sono di 35 euro per l’iscrizione standard. Cinesi, maghrebini, centrafricani, stranieri dell’Est Europa: chi aveva avuto il contatto giusto tramite i due reclutatori, il marocchino del phone center e il tunisino del negozio etnico, si apprestava a sostenere l’esame di italiano con una bella cartellina di fogli con già le risposte. E per la prova dell’orale, anche in questo caso indottrinamento completo, con scene da gag filmate dalla polizia: qualche candidato rispondeva prima ancora di aver sentito tutto il file audio oppure rispondeva a file mai trasmessi o diversi da quelli ascoltati. Quando vennero cambiati i quesiti, non solo nel Modenese ma in parecchie sessioni in Italia, ci fu un’ecatombe: 34 promossi su 700. Nel frattempo l’Università per stranieri di Perugia ritiene di essere parte lesa nell'indagine della polizia di Modena». L'Università ha sottolineato tramite l'Ansa di avere interrotto ogni rapporto con la struttura nel dicembre del 2018. Decisione presa perché il centro non era ritenuto pi funzionale alle esigenze didattiche alla base della convenzione. E adottata in seguito a quanto emerso da controlli svolti periodicamente. L’università perugina è tra le 4 in Italia assieme a quella di Siena, Roma e alla società Alighieri di Firenze riconosciuta come ente certificatore dallo Stato (ministeri affari esteri e pubblica istruzione). L’università poi subdelega, accreditandole, agenzie sparse sul territorio per pratiche e sessioni degli esami, come nel caso dell’agenzia veneta. L.F., il titolare della Diffusion World, era già stato indagato per fatti analoghi nel 2017 dalla procura di Padova. Lui e la moglie, rivela la polizia, sono titolari di diverse cooperative e strutture ricettive. E conducevano uno stile di vita lussuoso. Per la donna sono stati decisi i domiciliari perché è madre di bambini piccoli. —



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